FURIOSA: A MAD MAX SAGA – [Recensione]

Mad Max Il regista afferma che ha gia un nuovo prequel da produrre dopo Furiosa

Recensione di Furiosa: a Mad Max Saga, il nuovo film del franchise di Fury Road con Anya Taylor-Joy e Chris Hemsworth per la regia d MiIller

Avevo basse aspettative per questo film, in quanto ho amato Mad Max Fury Road e non voleva crearmi troppo hype per un film che esce 9 anni dopo ed è un prequel, soprattutto usando sembra che i produttori allarghino i franchise solo per avere il nome famoso per il proprio film.

Ma in realtà questo film mi ha davvero soddisfatto. È il classico film a cui avrei dato 8,5 se dessimo i voti a mezzo, ma è proprio tra quelle pellicole che sfiorano l’ottimo e sono molto più di buono. Ha superato di gran lunga le aspettative.
Miller riporta in sala il mondo distopico che avevamo amato nei precedenti capitoli della saga non variandone in nessun modo la natura e le caratteristiche. Stavolta però dà molto più spazio ai dialoghi e alla narrazione, mantenendo tuttavia l’azione nella maggioranza delle sequenze e evitando gli spiegoni didascalici.

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Miller vorrebbe fare un altro prequel oltre a Furiosa

Furiosa è in tutto e per tutto un film di intrattenimento dai toni epici e dal messaggio attualissimo in sottofondo, capace di non calare mai nella qualità degli effetti speciali e della componente action.
La trama, seppur semplice, è certamente più articolata del suo precedente, e talvolta si dilunga in frangenti piuttosto superflui, facendo risultare a tratti il ritmo leggermente lento. Alla fine non si accusano troppo le due ore e mezza, ma forse avrei asciugato alcune parti, forse l’inizio.

Anya Taylor -Joy è assolutamente all’altezza del ruolo, così come Chris Hemsworth, che più che l’antennista risulta uno degli antagonisti. Poco sviluppato ma centrato è il personaggio di, che fa da versione embrionale di Max.
E forse questa è l’unica cosa che fa storcere il naso: il tentativo di strizzare l’occhiolino allo spettatore per fare il paragone con Fury Road. Che forse è più un autoreferenzialismo…non stucca, sia chiaro, m talvolta sembra non necessario.

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fuiriosa

In conclusione, il film è un ottimo bluckbuster che intrattiene con qualità negli effetti speciali, nella componente action e nella regia. La trama, stavolta più articolata, dà spazio ai personaggi e ai meccanismi del mondo di Mad Max. Peccato per alcune parti inutilmente lente che fanno sentire le due ore e mezza.

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FILM IN USCITA MAGGIO 2024

Film in uscita maggio

Ecco i film in uscita a maggio 2024: tra questi spiccano “Fall guy”, “Il regno del pianeta delle scimmie” e “Furiosa: a Mad Max Saga”

Ecco i film in uscita a maggio 2024: tra questi spiccano “Fall guy”, “Il regno del pianeta delle scimmie” e “Furiosa: a Mad Max Saga”

“Fall guy” (1 maggio)
David Leitch è un ex stuntman – era lui la controfigura di Brad Pitt in Fight Club -, ora regista di film belli agitati: vedi Deadpool 2, Fast & Furious – Hobbs & Shaw e Bullet Train, proprio con Pitt. Per Fall guy ingaggia invece il più bel Ken di BarbieRyan Gosling, e gli fa fare peripezie da… stuntman. È lui Colt Seavers, stuntman pronto a tutto: farsi saltare in aria, schiantarsi, lanciarsi dalle finestre. Ora però, reduce da un incidente che ha quasi messo fine alla sua carriera, si trova davanti alla prova più difficile della sua vita: ritrovare una star del cinema scomparsa dal set, smascherare una cospirazione e cercare di riconquistare l’amore della sua vita, la neo regista Jody Moreno, ovvero Emily Blunt. Nel cast anche Aaron Taylor-Johnson.
La promessa? Divertimento scanzonato e azione. Materiale d’ispirazione: la serie tv americana anni ’80 Professione pericolo.

“Garfield: Una missione gustosa” (1 maggio)
La vita indolente e sonnacchiosa di Garfield subisce un brusco cambiamento per via dell’incontro inaspettato con Vic, un gattone di strada che è il papà di Garfield! Nonostante non si vedano da anni e hanno stili di vita completamente opposti, è innegabile che tra i due c’è un legame. Presto Garfield, il suo amico Odie e il ritrovato papà Vic si ritroveranno in viaggio per un’esilarante – imprevedibile, frustrante, scioccante, emozionante – avventura che porterà dei cambiamenti permanenti nella vita di Garfield.

Sei fratelli” (1 maggio)
Marco, Guido, Leo, Luisa, Gaelle e Mattia hanno madri diverse, non sono tutti figli biologici dello stesso padre ma hanno un’unica vera figura paterna di riferimento: Manfredi Alicante. Quando quest’ultimo viene a mancare, si ritrovano per la prima volta tutti insieme nella casa paterna a Bordeaux, vivendo l’illusione di poter diventare una famiglia unita. Ma ormai ognuno di loro porta con sé una storia, un’identità e tornare indietro non sarà facile.

“The idea of you” (2 maggio)
Voglia di una storia d’amore un po’ rock? Dal regista statunitense de Gli occhi di Tammy Faye, ecco tra i film di maggio 2024 The idea of you, che unisce l’aitante inglese Nicholas Galitzine, pronto a conquistare Hollywood, e Anne Hathaway, che a Los Angeles è di casa, pur tra alti e bassi.
Tratto dall’omonimo romanzo di Robinne Lee, vede Hathaway nel ruolo di una madre single quarantenne; lui invece interpreta il cantante ventiquattronne degli August Moon, la boy band più in voga del pianeta. L’incontro tra i due è casuale, al Coachella Music Festival, dove lei è costretta ad accompagnare la figlia adolescente. La scintilla scocca subito ma… mica è facile stare al fianco di una superstar.

“Il giardino delle vergini suicide” (6 maggio)
La famiglia Lisbon, composta dai genitori e da cinque ragazze fra i 13 e i 17 anni, vive in una cittadina dell’Oregon. Le cinque sorelle sono tutte molte belle e affascinanti ed esercitano sui ragazzi del vicinato un fascino irresistibile. Tutto cambia quando la più giovane, Cecilia, si suicida buttandosi dalla finestra.

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“Il regno del pianeta delle scimmie” (8 maggio)
Saghe infinite ritornano. Quarto capitolo della serie reboot de Il pianeta delle scimmieIl regno del pianeta delle scimmie è diretto dallo statunitense Wes Ball, già alla regia della trilogia Maze Runner.
Il film è ambientato diverse generazioni dopo il regno di Cesare, in cui le scimmie sono la specie dominante che vive in armonia e gli umani sono costretti a vivere nell’ombra. Mentre un nuovo tirannico leader delle scimmie costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende uno straziante viaggio che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che conosceva sul passato e a fare scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani.

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regno del pianeta delle scimmie

“Il gusto delle cose” (9 maggio)
Prix de la mise en scène all’ultimo Festival di Cannes, candidato francese all’Oscar al miglior film internazionale, Il gusto delle cose (titolo originale La passion de Dodin Bouffant) è la storia d’amore tra due cuochi nella Francia di fine ‘800. Con sua divinità Juliette Binoche e il suo ex compagno Benoît Magimel.
Anno 1885, l’Impeccabile cuoca Eugénie (Binoche) lavora da oltre vent’anni per il famoso gastronomo Dodin (Magimel). Il loro sodalizio dà vita a piatti deliziosi che stupiscono anche gli chef più illustri. Con il passare del tempo la pratica della cultura gastronomica e l’ammirazione reciproca si sono trasformate in una relazione sentimentale. Eugenie, però, è affezionata alla sua libertà e non ha mai voluto sposare Dodin. Così, lui decide di fare qualcosa che non ha mai fatto prima: cucinare per lei.

“Eileen” (16 maggio)
Ambientato a Boston negli anni ’60, un film sulle ossessioni femminili, com’era il primo film di Oldroyd, Lady Macbeth (2016), che lanciò la quasi esordiente Florence Pugh.
Una coppia fa l’amore in un’automobile, di notte, sotto la pioggia. Da un’altra auto qualcuno li osserva: è Eileen, interpretata da Thomasin McKenzie, una giovane donna che divide la sua vita tra un padre violento alcolista e il carcere nel quale lavora come impiegata. Timida, dimessa, quasi invisibile, è tenuta a distanza anche dalle colleghe. Finché un giorno non arriva al carcere la nuova psicologa Rebecca (Anne Hathaway), bionda, elegante, disinvolta, che prende in simpatia Eileen. Tra i film di maggio 2024 una storia di attrazione fatale e di liberazione agognata che volge al noir, percorsa dalle fantasie della protagonista.

“Ritratto di un amore perduto” (16 maggio)
A fine Ottocento, il pittore Pierre Bonnard, le Nabi très japonard, diventa uno dei post-impressionisti più affascinanti del periodo grazie agli intimi ritratti dell’enigmatica Marthe de Méligny, sua musa nonché futura sposa. Per conoscere Bonnard e diventare la sua modella ideale, Maria Boursin (questo il suo vero nome) si finge un’aristocratica italiana in rovina: è il 1893 e da allora entra con il suo corpo in quasi tutti i quadri di Pierre. Pierre Bonnard non sarebbe il grande pittore che tutto il mondo conosce senza l’enigmatica Marthe che occupa, lei sola, più di un terzo della sua opera.

“Furiosa: a Mad Max Saga” (23 maggio)
Tornano l’ambientazione post apocalittica e i paesaggi desertici di fascino iconico della saga di Mad Max dell’australiano George Miller, premio Oscar al miglior film d’animazione nel 2007 per Happy Feet.
Prequel di Mad Max: Fury Road (2015), dove avevamo conosciuto Furiosa, donna d’azione combattiva e intrigante, Furiosa: a Mad Max Saga va alle origini del personaggio, che non è più interpretato da Charlize Theron ma da Anya Taylor-Joy.
Mentre il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo Verde delle Molte Madri e cade nelle mani di una grande Orda di Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus, ovvero Chris Hemsworth. Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella presieduta da Immortan Joe (Lachy Hulme). Mentre i due tiranni si battono per il predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere insieme i mezzi per trovare la strada di casa.

“Atlas” (24 maggio)
Tra i film di maggio 2024 c’è Atlas, action thriller di fantascienza con protagonista Jennifer Lopez. È lei Atlas Shepherd, un’analista brillante ma misantropa con una profonda sfiducia nei confronti dell’intelligenza artificiale. Si unisce a una missione per catturare un robot rinnegato con cui condivide un passato misterioso. Si troverà a dover salvare il futuro dell’umanità dall’intelligenza artificiale. La chiave? Fidarsi di essa.
Nel cast anche Mark Strong, Simu Liu, Sterling K. Brown.

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atlas

“Vincent deve morire” (30 maggio)
Unendo dark comedy e horror, il film francese racconta l’incredibile storia di Vincent (Karim Leklou), grafico pubblicitario e uomo dalla natura mite che improvvisamente si ritrova aggredito da chiunque incroci sul suo cammino senza un apparente motivo. Anche la più innocua azione quotidiana diventa per l’uomo potenzialmente pericolosa e fatale: ogni volta che Vincent incontra lo sguardo di un altro, è come se chi ha di fronte diventasse posseduto e scatenasse tutto il suo odio verso di lui, in un raptus incontenibile di estrema violenza. Nonostante lui cerchi di continuare a condurre una vita normale, il fenomeno si diffonde a macchia d’olio e sempre più persone provano a ucciderlo. È così che Vincent di ritrova costretto a fuggire e cambiare completamente il suo modo di vivere.

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SERIE TV IN USCITA A MAGGIO 2024

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Ecco le serie tv in uscita a maggio 2024: tra queste spiccano “Star Wars – Tales of the Empire” e “Celebrity Hunted” St.4

Ecco le serie tv in uscita a maggio 2024: tra queste spiccano “Star Wars – Tales of the Empire” e “Celebrity Hunted” St.4

“Acapulco” St.3, (1 maggio) – AppleTV+
Nella terza stagione di “Acapulco”, è tempo di riconciliare gli errori del passato con nuovi entusiasmanti inizi. Nel presente, un Maximo più anziano (Eugenio Derbez) si trova a ritornare a un Las Colinas che non riconosce più. Mentre nel 1985, il Maximo più giovane (Enrique Arrizon) continua la sua scalata al successo, mettendo potenzialmente a repentaglio tutte le relazioni che ha costruito con tanta fatica.

“Star Wars – Tales of the Empire”, (4 maggio) – Disney+
Star Wars: Tales of the Empire è un viaggio in sei episodi nel temibile Impero Galattico attraverso gli occhi di due guerrieri che percorrono strade differenti, ambientate in epoche diverse. Dopo aver perso tutto, la giovane Morgan Elsbeth attraversa il mondo imperiale in continua espansione per seguire un percorso di vendetta, mentre l’ex Jedi Barriss Offee fa ciò che deve per sopravvivere a una galassia in rapida evoluzione. Le scelte che faranno determineranno i loro destini.

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“Celebrity Hunted” St.4, (6 maggio) – Prime Video
La quarta stagione di Celebrity Hunted – Caccia all’uomo vedrà darsi alla fuga e cercare di non farsi catturare da un team di “cacciatori” otto personaggi di spicco del panorama italiano: l’attore Raoul Bova in coppia con la moglie, l’attrice Rocío Muñoz Morales, la modella e star televisiva Belen Rodriguez in coppia con la sorella, la modella e influencer Cecilia Rodriguez, i rapper Guè e Ernia, i comici Herbert Ballerina e Brenda Lodigiani.

“Maxton Hall”, (9 maggio) – Prime Video
La serie è basata sul bestseller “Save Me” di Mona Kasten. Ruby viene involontariamente a conoscenza di un incredibile segreto nella scuola privata di Maxton Hall. L’arrogante erede milionario James Beaufort entra in contatto con l’arguto studente Ruby e, nel bene o nel male, è determinato a metterlo a tacere. Il loro scambio appassionato di parole improvvisamente accende una scintilla…

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star wars tales of empire

“Il tatuatore di Auschwitz”, (10 maggio) – Sky
Un amore nato nel più oscuro dei luoghi, in uno dei momenti più bui della storia. Il Tatuatore di Auschwitz – ispirata all’omonimo romanzo bestseller internazionale di Heather Morris – è la nuova serie Sky Original che racconta la storia di Lali e Gita Sokolov, due prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz durante la Seconda guerra mondiale. Disponibile in esclusiva su Sky dal 10 maggio.

“Bridgerton”, (16 maggio) – Netflix
Daphne Bridgerton, figlia maggiore della potente famiglia Bridgerton, fa il suo debutto nel competitivo mercato matrimoniale di Regency London. Sperando di seguire le orme dei suoi genitori e trovare il vero amore, le prospettive di Daphne inizialmente sembrano non essere messe in discussione.

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CIVIL WAR, la distopia attraverso un obiettivo – [Recensione]

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Recensione di “Civil War”, una storia distopica raccontata attraverso un obiettivo di giornalisti di guerra, dalla regia di Alex Garland

Le aspettative per questo film erano davvero neutre, non avevo alcuna pretesa se non vedere la parte action ben diretta come Garland, il regista, è solito portare in sala.

Ma la cosa che più mi ha colpito di questa pellicola è stato il modo in cui hanno portato in scena una tematica più volte trattata, soprattutto sul piano narrativo e registico. Infatti per me la scelta del giornalismo di guerra è assolutamente azzeccato per la storia che hanno voluto narrare.

Il film è ambientato in un’America post apocalittica in pratica, dove è scoppiata una guerra civile sanguinosa e devastante per tutto il paese. La narrazione ci porta a seguire le vicende di quattro giornalisti, il cui intento è andare a intervistare il presidente degli Stati Uniti. Il lungo viaggio per Washington dà l’occasione ai personaggi di conoscersi ma anche di documentare gli orrori che vedono e di cui hanno esperienza. Ormai è un far west, e in ogni luogo in cui si fermano qualcuno prova ad ucciderli.

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L’espediente più interessante è l’uso della fotografia, attraverso cui le scene vengono spesso raccontate, per frame, per immagini scattate dai giornalisti. Infatti si creano degli effetti visivi e sonori molto efficaci, per cui nel mezzo di una scena action movimentata e in cui le raffiche di spari sono protagonisti, le fotografie in bianco e nero appaiono a schermo, fissando da un altro punto di vista ciò che sta accadendo, in modo spesso crudo ma allo stesso tempo scenicamente spettacolare.

Le vicende hanno sempre una grande efficacia narrativa, riuscendo sempre a tenere la tensione alta, ma a mio avviso l’intreccio ha un inizio, sviluppo e conclusione piuttosto deboli, non in credibilità, ma quasi in livello di esser interessanti. Il film non racconta nessun viaggio psicologico ma le vicende di personaggi le cui personalità sono solo scalfite ma mai approfondite.

L’impressione a fine film è stata di aver assistito a un viaggio, seppur di intensa umanità, sterile. Forse perché non si spiega mai come mai c’è una guerra civile in America, forse perché non c’è un epilogo ma solo un finale, ma inevitabilmente la mia reazione è stata “sì, ok e quindi?”

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Al di là però di questa occasione sprecata per lanciare un messaggio forte, la messa in scena della storia è ben diretta e scritta in modo molto efficace, tale da tenere la tensione sempre alta. L’espediente delle fotografie conferisce non solo spettacolarità  alla pellicola, ma racconta un lato spesso in secondo piano delle crudeltà delle guerre.

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Per informazioni ufficiali qui il sito di DNA Films.

LE TOP 20 SERIE STORICHE DA VEDERE ASSOLUTAMENTE

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Le serie storiche sono la tua passione? Ecco le 20 migliori serie storiche da vedere assolutamente secondo noi

La storia è la tua passione? Le serie o i film storici sono pane quotidiano per te? Oppure semplicemente ti piacciono le storie vere? Ecco a voi le top 20 serie storiche da vedere assolutamente secondo noi.

20) L’amica geniale

migliori serie storiche - L'Amica Geniale

Questa è una serie televisiva di successo in Italia: “L’amica geniale”. Basandosi sui celebri libri di Elsa Ferrante, il regista Saverio Costanzo ha intrapreso un progetto ambizioso con una produzione che coinvolge Italia e Stati Uniti. In Italia, la serie è stata trasmessa su Rai, mentre negli USA è stata trasmessa su HBO. La trama si concentra sul legame unico tra Elena Greco e Raffaella Cerullo, cresciute a Napoli negli anni ’50. I libri hanno ottenuto un grande successo, quindi c’era già molta attesa per la serie prima della sua uscita. Tuttavia, l’adattamento televisivo ha superato brillantemente il test. Le atmosfere realistiche dei quartieri napoletani degli anni ’50 rivivono sullo schermo grazie a una sceneggiatura incisiva e a una scenografia altrettanto coinvolgente.

19) The Marvelous Mrs Maisel

The Marvelous Mrs. Maisel

Tra le opere di spicco nel catalogo di Amazon Prime, troviamo senza dubbio “The Marvelous Mrs. Maisel”. Si tratta di un drama ambientato negli anni Cinquanta, caratterizzato da un tono leggero e da una commedia spensierata, arricchita da alcune sfumature più drammatiche e profonde. La protagonista, la signora Maisel, è una giovane donna ebrea casalinga che vive a New York alla fine degli anni Cinquanta. La trama ha inizio da un punto di svolta: la sua vita, fino ad allora monotona e vissuta nell’ombra di un marito poco talentuoso, subisce una svolta drastica quando viene a conoscenza del tradimento del coniuge. Decide quindi di ubriacarsi e di esibirsi su un palco, attirando l’attenzione di tutti. Da quel momento in poi, le sue giornate prendono una piega totalmente diversa. “The Marvelous Mrs. Maisel” è una serie leggera e divertente, che racconta la storia di una donna determinata a farsi strada nella società, nonostante i pregiudizi e le critiche degli altri.

18) The Knick

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Se state cercando una serie che fonde abilmente elementi di medical drama, storia e questioni razziali, “The Knick” è la scelta perfetta. Ambientata nella New York dei primi del Novecento, in un contesto fortemente segnato dall’odio razziale, dove le persone di colore sono regolarmente discriminate, sfruttate, insultate e maltrattate. Il dottor Edwards (interpretato da André Holland), un medico afroamericano che ha studiato in Europa, non fa eccezione. Isolato dai suoi colleghi e costretto a sopportare l’ostilità dilagante nei corridoi dell’ospedale, dimostrerà il suo valore attraverso azioni concrete. “The Knick” esplora tematiche sociali, come l’ascesa della classe dominante in una città ricca di contraddizioni, ma si concentra anche sugli sviluppi medici del tempo, offrendo una rielaborazione coinvolgente del genere medical drama in un contesto storico. Tuttavia, il vero punto di forza dello show è il dottor John Thackery, interpretato in modo straordinario da Clive Owen. Tossicodipendente, geniale e anticonformista, Thackery rappresenta il personaggio più affascinante di “The Knick”, il cui percorso va dal delirio di onnipotenza alla rovina.

17) Mrs. America

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Cambiamo sia luogo che epoca, per immergerci in un altro eccellente period drama. “Mrs. America” si colloca tra i titoli più recenti e pregevoli della classifica. Si tratta di una miniserie composta da 9 episodi, con Cate Blanchett tra i protagonisti. Disponibile su TIMvision dall’autunno scorso, la serie racconta l’America degli anni ’60 e ’70, durante una fervente battaglia per l’emancipazione femminile. Il cuore del progetto è la lotta per l’approvazione dell’ERA, l’Equal Rights Amendment, un emendamento che avrebbe garantito la piena uguaglianza di genere. Tuttavia, la serie mette in contrasto due fazioni opposte all’interno del movimento femminile. Da un lato, le femministe progressiste che sostengono l’approvazione dell’ERA, dall’altro le casalinghe più conservatrici impegnate nella campagna Stop-ERA. “Mrs. America” esplora due Americhe divergenti, ideologicamente distinte, e il suo lancio durante l’anno delle elezioni presidenziali del 2020 ha sicuramente contribuito al suo successo.

16) I Tudors

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E non possiamo dimenticare il dramma sulla vita sontuosa e dissoluta di Enrico VIII. Interpretato da Jonathan Rhys-Meyers, anche se non del tutto conforme al vero aspetto del re, il ruolo gli ha comunque portato grande successo. “I Tudors” ci trasporta nella corte dell’Inghilterra durante il regno di Enrico VIII, quando il re intratteneva i suoi giochi politici e affrontava le sue relazioni amorose. La serie è ricca di dettagli accurati, ma non è solo questo a renderla popolare. Le scene di sesso e violenza, insieme ai complessi intrecci sentimentali presenti lungo tutte e quattro le stagioni, sono ciò che maggiormente affascina il pubblico. Molte produzioni successive hanno seguito il modello de “I Tudors”, concentrandosi su questo mix di sentimentalismo, eventi storici e sequenze intense.

15) I Borgia

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Il fascino delle vicende della famiglia Borgia ha trovato spazio anche in questa classifica. La vita nella Roma papale durante il Rinascimento era un turbine di lussuria, avidità, desiderio di potere e intrighi politici. Sacro e profano si intrecciano costantemente in questo dramma, che ruota attorno alle storie di personaggi realmente esistiti, individui senza scrupoli e ambiziosi coinvolti in battaglie per il controllo e relazioni amorose che spesso sfiorano il melodrammatico. Le scene di sesso, fortemente suggestive, seguono il modello dei Tudors e talvolta sono state oggetto di censura. La precisione storica viene talvolta sacrificata sull’altare del sentimentalismo, quasi come in una telenovela, ma questo approccio riesce comunque a catturare il pubblico e ad appassionarlo alle vicende dei vari personaggi.

14) Vikings

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Torniamo al periodo medievale con un altro titolo fondamentale di questa classifica: “Vikings”. È una delle serie più acclamate degli ultimi tempi e una delle più riuscite nel suo genere. L’epopea dei vichinghi prende vita a partire dai sogni di espansione di Ragnar Lothbrok, leggendario condottiero vichingo, che costituiscono il nucleo della trama della serie. “Vikings” introduce elementi sovrannaturali nella narrazione, pur mantenendosi lontana dal fantasy. Riti pagani si intrecciano con eventi storici realmente accaduti, raccontati con una buona dose di azione e pathos. I personaggi sono sviluppati con grande attenzione al loro profilo psicologico, una caratteristica prioritaria per gli autori che privilegiano la profondità dei personaggi rispetto agli intrighi melodrammatici per catturare il pubblico. Le sei stagioni di “Vikings” rappresentano un esempio eccellente di televisione di qualità e un progetto imprescindibile in una classifica come questa.

13) Romanzo criminale

migliori serie storiche - romanzo criminale

Un’altra serie italiana che non poteva mancare in questa classifica è “Romanzo Criminale”, che ha lasciato un segno indelebile nella televisione made in Italy. Si tratta di una storia potente che ripercorre le gesta della banda della Magliana, una figura di spicco nella criminalità romana tra gli anni Settanta e Ottanta. Questa serie è considerata uno dei migliori prodotti televisivi italiani di sempre, grazie alla forza dei suoi protagonisti, alla trama avvincente e al genere crime che riesce a coinvolgere sempre un vasto pubblico. Ma soprattutto, “Romanzo Criminale” ci offre uno sguardo chiaro sul nostro passato più recente. Non ha nulla da invidiare alle produzioni americane. Questo lavoro ha il grande merito di aver costretto la critica a valutarlo allo stesso livello delle proposte americane e ha anche aperto le porte del cinema e della televisione agli attori che hanno interpretato i suoi protagonisti.

12) Boardwalk Empire

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Una serie che purtroppo non ha goduto di grande fortuna, soprattutto dalle nostre parti, è “Boardwalk Empire”. È un vero peccato perché offre un affresco davvero notevole dell’America durante il Proibizionismo. Atlantic City è la protagonista nascosta di questa storia, che ci mostra il lato oscuro e drammatico della vita criminale, con la pressione della mafia italo-americana, le collusioni politiche e gli intrighi di potere. Steve Buscemi interpreta in modo magistrale Enoch “Nucky” Thompson, un personaggio paradigmatico, in bilico tra il mondo legale e quello illegale. Se non avete ancora avuto l’occasione di vederla, questo è il momento perfetto per recuperarla.

11) The Pacific

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“The Pacific” è stata prodotta da Tom Hanks e Steven Spielberg ed è un’altra serie incentrata sugli eventi reali della Seconda guerra mondiale. Sebbene meno potente di “Band of Brothers”, è comunque ben diretta e ben scritta. Segue lo stesso approccio di “Band of Brothers”, ma cambia lo scenario: ci trasferiamo dal fronte europeo a quello del Pacifico, dove si combattevano battaglie altrettanto violente e drammatiche. Pur non raggiungendo le vette di “Band of Brothers”, “The Pacific” offre un ulteriore assaggio di maestria nella regia e nella scrittura.

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10) Black Sails

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Se siete affascinati dalle storie di avventure in mare, “Black Sails” è senza dubbio la serie più coinvolgente e potente mai realizzata finora. Originariamente concepita come prequel de “L’Isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson, si trasforma rapidamente in un’epopea dei pirati a sé stante. Molti dei personaggi presenti nella serie sono realmente esistiti, così come il tentativo di rendere Nassau una sorta di Repubblica dei pirati. Tuttavia, al di là della fedeltà alla trama storica, “Black Sails” si distingue per il suo racconto ricco di tensione emotiva, per le scene d’azione coinvolgenti e per i dialoghi straordinari che ci permettono di esplorare le molteplici sfaccettature di ogni protagonista in questa fantastica storia.

9) The Crown

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“The Crown” è davvero una perla assoluta, soprattutto per gli appassionati di storia e di drammi reali. Questa serie, prodotta da Netflix, narra la vita e il regno della regina Elisabetta d’Inghilterra ed è considerata una delle migliori degli ultimi anni. La sua attenzione ai dettagli, la profondità dei personaggi, l’accuratezza dell’ambientazione e la maestria delle riprese la rendono una vera gemma tra le proposte più recenti. La storia di Elisabetta inizia alla fine della Seconda guerra mondiale e si estende fino ai giorni nostri. La serie è in grado di catturare facilmente l’attenzione del pubblico, anche perché molti dei protagonisti sono ancora vivi e gli eventi narrati fanno parte del nostro patrimonio storico recente.

8) Spartacus

Serie tv

Nel gennaio del 2010, la rete televisiva Starz ha lanciato le prime puntate di “Spartacus”, una delle migliori serie TV sul mondo dei gladiatori romani. Composta da tre stagioni e andata avanti fino al 2013, “Spartacus” ha narrato le gesta del trace Spartaco, un soldato disertore catturato dai Romani e condannato a morte nell’arena. La storia si svolge nel 73 a.C., durante l’epoca della Repubblica romana, e cerca di ripercorrere gli eventi di quegli anni. Come molte altre produzioni di Starz, anche questa serie non ha lesinato sulla brutalità e sulla violenza nelle scene di combattimento, così come nelle scene di sesso. Quando è stata trasmessa per la prima volta in Italia, alcune scene sono state tagliate, ma esiste comunque una versione integrale delle tre stagioni. La serie ha anche dovuto affrontare un imprevisto e doloroso cambio di attore protagonista. Andy Whitfield, che ha interpretato il primo Spartaco, ha dovuto abbandonare la produzione a causa di una malattia che lo ha poi portato alla scomparsa prematura. Al suo posto, per il ruolo del protagonista, è stato scelto Liam McIntyre.

7) Peaky Blinders

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Con “Peaky Blinders” facciamo un salto indietro di quasi un secolo, immergendoci nella Birmingham degli anni Venti. Questa serie in costume mescola sapientemente il genere storico con quello gangster. Thomas Shelby è un personaggio complesso e intrigante, impossibile da non seguire con grande curiosità. Nell’Inghilterra del primo dopoguerra, la povertà si traduceva spesso in crimine violento e chi riusciva a imporsi poteva ottenere grandi fortune. La storia della famiglia Shelby si dipana attraverso mille faide, alleanze e disavventure che coinvolgono i suoi protagonisti.

6) La regina degli scacchi

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Una delle proposte più acclamate del 2020 è stata una miniserie in sette episodi ispirata al romanzo di Walter Tevis e con Anya Taylor-Joy nel ruolo di protagonista. Netflix ha lanciato “La regina degli scacchi”, una serie con una trama originale e un successo tutto da confermare. Ambientata negli anni Cinquanta, la serie segue le vicende di Beth, una ragazzina orfana dotata di un talento straordinario per gli scacchi. “La regina degli scacchi” sembrava destinata a un pubblico di nicchia, ma Scott Frank e Allan Scott sono riusciti a renderla attrattiva per gli amanti di tutti i generi grazie alla tensione emotiva e alla profondità psicologica della scrittura, che evita la banalità e dipinge un ritratto delicato e complesso di una protagonista assolutamente originale.

5) Downton Abbey

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“Downton Abbey” è davvero un cult della televisione, tanto che è entrato nel Guinness dei primati come lo show dell’anno più acclamato dalla critica. Le vicende della famiglia Crawley si dipanano lungo un arco temporale che inizia con l’affondamento del Titanic e si estende nei primi decenni del XX secolo. La prima puntata è andata in onda nel 2010, ottenendo un enorme successo. Le avventure dei membri della famiglia e dei servitori della tenuta dello Yorkshire hanno subito appassionato un vasto pubblico di fan, contribuendo a rendere la serie una delle più seguite e amate della televisione britannica di tutti i tempi.

4) The Americans

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“The Americans” è un altro pilastro imprescindibile della televisione. La serie racconta la storia della famiglia Jennings, apparentemente normale e tranquilla, ma composta in realtà da due spie sovietiche che operano sotto falsa identità negli Stati Uniti durante la Guerra fredda. Keri Russell e Matthew Rhys hanno interpretato con grande sensibilità una coppia di coniugi alle prese non solo con i problemi tipici di ogni famiglia, ma anche con una battaglia segreta e pericolosa nel mondo dello spionaggio. La serie è ricca di adrenalina e tensione, tenendo gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultimo istante.

3) Chernobyl

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“Chernobyl” apre la top 3, una miniserie che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso raccontando il disastro nucleare. È un racconto incredibilmente intenso, capace di toccare profondamente chiunque lo guardi. Le conseguenze del disastro si fanno sentire, penetrando nell’animo dello spettatore grazie a scene visivamente potenti che cercano di restituire la crudele realtà di ciò che il disastro ha lasciato dietro di sé. “Chernobyl” è angosciante e terribile, con corpi mutilati, macerie e intere zone abbandonate che ne fanno i protagonisti. Pochissime serie TV riescono a colpire così duramente lo spettatore. “Chernobyl” lascia un segno indelebile, come le cicatrici di quell’enorme tragedia.

2) Mad Men

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A un passo dalla vetta non poteva che esserci un capolavoro assoluto. Con un cast di interpreti straordinari, Mad Men è una serie che ha fatto record di ascolti. Acclamata dal pubblico, elogiata dalla critica, vincitrice di diversi Golden Globe, è stata in grado di imporsi come un vero è proprio cult. Mad Men ha fatto moda, ha fatto tendenza, ha ispirato stili successivi.
I personaggi che affollano i corridoi e gli uffici della Sterling & Cooper creano un legame di vicinanza con lo spettatore, che ne segue le vicissitudini per sette stagioni. Don Draper è divenuto un simbolo, al pari di Walter White, un modello da imitare nello stile, nella postura, nei suoi tratti meno luminosi. Mad Men segue praticamente un decennio di storia americana, dalla campagna elettorale che vede contrapporsi Kennedy e Nixon, alla crisi missilistica di Cuba, l’assassinio di Kennedy e così via. Nonostante la storia scorra solo sullo sfondo, quello che ne viene fuori alla fine è un quadro molto coerente e convincente dell’America degli anni Sessanta.

1) Band of Brothers

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E al primo posto, ecco un’altra perla di rara bellezza. L’idea di Seteven Spielberg e Tom Hanks, che come abbiamo visto ha compreso anche The Pacific, era un progetto ambizioso e ben strutturato. Le opere televisive sulla Seconda guerra mondiale in genere riescono a funzionare sempre piuttosto bene. Ma questa serie fa qualcosa di più. La regia è a dir poco spettacolare e il racconto di questo manipolo di uomini, fratelli al fronte, che sbarcano in Europa per liberarla dai nazisti, si impreziosisce con una scrittura che difficilmente cede ai luoghi comuni o alla retorica fine a se stessa. Band of Brothers è una serie accurata e travolgente, che ha saputo raccontare il fronte meglio di tanti altri esperimenti televisivi e che non ha nulla da invidiare al grande schermo per potenza narrativa e di immagini.

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SERIE TV IN USCITA APRILE 2024

in uscita

Ecco le serie tv in uscita ad aprile 2024: tra queste spiccano “Lol: Chi ride è fuori”, “Fallout” e “Thank You, Goodnight”

“Lol: Chi ride è fuori” St. 4, (1 aprile) – Prime Video
Torna lo show dei record con un cast di professionisti della risata: Diego Abatantuono, Loris Fabiani, Edoardo Ferrario, Angela Finocchiaro, Maurizio Lastrico, Aurora Leone, Lucia Ocone, Giorgio Panariello, Claudio Santamaria, Rocco Tanica. Ad osservare l’esilarante gara comica dalla control room, l’arbitro e conduttore Fedez, affiancato dal co-host Frank Matano, e da Lillo Petrolo, nel ruolo di overacting coach.

“Crooks”, (4 aprile) – Netflix
Una serie drammatica dai toni cupi, scritta dal team di sceneggiatori Benjamin Hessler, Marvin Kren e Georg Lippert e con la regia di Cüneyt Kaya e Marvin Kren. Ambientata sullo sfondo di Berlino e della regione bavarese, la serie è incentrata su un padre di famiglia il cui passato torna a perseguitare lui e la sua famiglia.

La mia amica vampira”, St. 2 (4 aprile) – Netflix
Il giorno del suo tredicesimo compleanno, Carmie scopre di essere metà umana e metà vampira e di avere poteri leggendari che le complicano la vita a scuola. In uscita la seconda stagione.

Ripley”, Miniserie (4 aprile) – Netflix
La storia, ambientata all’inizio degli anni ’60, racconta le vicende di un diabolico truffatore di New York di nome Tom Ripley, assunto da un uomo facoltoso con l’obiettivo di recuperare Dickie, il figlio vagabondo scappato in Italia. Per Ripley inizia così un viaggio tumultuoso, ricco di colpi di scena, inganni e omicidi.

Kiseiju”, (5 aprile) – Netflix
Shinichi, studente, vive con i genitori in un tranquillo quartiere di Tokyo. La sua vita cambia quando creature parassite compaiono sulla Terra e iniziano ad introdursi nel cervello degli esseri umani passando dalle orecchie e dal naso.

Anthracite”, (10 aprile) – Netflix
Una storia a metà tra il crime e il drammatico dove un omicidio riaccende la luce su un suicidio di massa accaduto 30 anni prima lanciando la caccia al vero responsabile, non solo il più plausibile.

Il sequestro del volo 601″, (10 aprile) – Netflix
Dopo il dirottamento di un aereo, due assistenti di volo cercano di avere la meglio sugli assalitori durante un’intensa trattativa in aria e a terra. Tratto da una storia vera.

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Fallout, (11 aprile) – Prime Video
Basata su uno dei più grandi franchise di videogiochi di tutti i tempi, Fallout è la storia di chi ha e chi non ha in un mondo in cui non è rimasto quasi più nulla. 200 anni dopo l’apocalisse, i tranquilli abitanti dei lussuosi rifugi antiatomici sono costretti a tornare nell’infernale paesaggio contaminato dalle radiazioni che i loro antenati si sono lasciati alle spalle e con stupore scoprono che ad attenderli c’è un universo incredibilmente complesso, allegramente bizzarro e estremamente violento. 

FalloutPrimeVideo
FalloutPrimeVideo

Briganti”, (23 aprile) – Netflix
1862, Sud Italia. Filomena, di origini contadine, è sposata con un ricco possessivo e violento. Ribellandosi al suo destino è costretta a rifugiarsi nei boschi popolati da pericolosi briganti, non prima di essersi impossessata della mappa per l’introvabile Oro delle Camicie Rosse. Lì viene catturata dalla banda Monaco, proprio mentre sulle sue tracce si mette un audace e misterioso cacciatore di taglie, Sparviero. In un Sud Italia impoverito e sfruttato dall’occupazione piemontese i destini di Filomena e Sparviero si uniranno in un’epica caccia al mitico tesoro, che vedrà i briganti contro l’appena costituito Regno d’Italia, ma anche briganti contro briganti.

Thank You, Goodnight: The Bon Jovi Story”, (26 aprile) – Disney+
Il progetto racconterà i primi 40 anni della storia della band e includerà all’interno contenuti e interviste a tutti i membri passati e presenti del gruppo. 

Asunta”, (26 aprile) – Netflix
La storia vera dell’omicidio di Asunta Basterra, uno dei casi più scioccanti avvenuti in Spagna nel 2013. La serie sarà composta da una sola stagione ed è una produzione spagnola pronta a debuttare sulla piattaforma di streaming prestissimo.

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Tutti i vincitori degli Oscar 2024

Tutti i vincitori degli Oscar

Gli Oscar sono sempre emozionanti e film come Oppenheimer e Povere Creature! hanno fatto il botto! Ecco tutti i vincitori degli Oscar 2024!

Si è conclusa stamattina la serata degli Oscar, che ha visto protagonisti “Oppenheimer” e “Povere Creature!”, che si sono portati a casa rispettivamente 7 e 4 statuette. Ecco qui la lista completa di tutti i vincitori degli Oscar 2024:

Leggi anche: LA ZONA D’INTERESSE, film candidato a 5 Oscar – [Recensione]

Miglior film

  • •  American Fiction
  • •  Anatomia di una caduta
  • •  Barbie
  • •  The Holdovers
  • •  Killers of the Flower Moon
  • •  Maestro
  • •  Oppenheimer (vincitore)
  • •  Past Lives
  • •  Povere creature!
  • •  The Zone of Interest

Attore protagonista

  • •  Bradley Cooper — Maestro
  • •  Colman Domingo — Rustin
  • •  Paul Giamatti — The Holdovers
  • •  Cillian Murphy — Oppenheimer (vincitore)
  • •  Jeffrey Wright — American Fiction

Attrice protagonista

  • •  Annette Bening — Nyad
  • •  Lily Gladstone — Killers of the Flower Moon
  • •  Sandra Hüller — Anatomia di una caduta
  • •  Carey Mulligan — Maestro
  • •  Emma Stone — Povere creature! (vincitore)

Regia

  • •  Justine Triet — Anatomia di una caduta
  • •  Martin Scorsese — Killers of the Flower Moon
  • •  Christopher Nolan — Oppenheimer (vincitore)
  • •  Yorgos Lanthimos — Povere creature!
  • •  Jonathan Glazer — The Zone of Interest

Attrice non protagonista

  • •  Emily Blunt — Oppenheimer
  • •  Danielle Brooks — The Color Purple
  • •  America Ferrera – Barbie
  • •  Jodie Foster — Nyad
  • •  Da’Vine Joy Randolph — The Holdovers (vincitore)

Attore non protagonista

  • •  Sterling K. Brown — American Fiction
  • •  Robert De Niro – Killers of the Flower Moon
  • •  Robert Downey Jr. — Oppenheimer (vincitore)
  • •  Ryan Gosling — Barbie
  • •  Mark Ruffalo — Povere creature!

Costumi

  • •  Barbie
  • •  Killers of the Flower Moon
  • •  Napoleon
  • •  Oppenheimer
  • •  Povere creature! (vincitore)

Suono

  • •  The Creator
  • •  Maestro
  • •  Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One
  • •  Oppenheimer
  • •  La zona di interesse (vincitore)

Colonna sonora

  • •  American Fiction
  • •  Indiana Jones e il quadrante del destino
  • •  Killers of the Flower Moon
  • •  Oppenheimer (vincitore)
  • •  Povere creature!

Sceneggiatura non originale

  • •  American Fiction (vincitore)
  • •  Barbie
  • •  Oppenheimer
  • •  Povere creature!
  • •  La zona di interesse

Sceneggiatura originale

  • •  Anatomia di una caduta ( vincitore )
  • •  The Holdovers
  • •  Maestro
  • •  May December
  • •  Past Lives

Corto Live Action

  • •  The After
  • •  Invincible
  • •  Night of Fortune
  • •  Red, White and Blue
  • •  The Wonderful Story of Henry Sugar (vincitore)

Corto d’animazione

  • •  Letter to a Pig
  • •  Ninety-Five Senses
  • •  Our Uniform
  • •  Pachyderme
  • •  War Is Over! Inspired by the Music of John & Yoko (vincitore)

Canzone originale

  • •  The Fire Inside da Flamin’ Hot
  • •  I’m Just Ken da Barbie
  • •  It Never Went Away da American Symphony
  • •  Wahzhazhe (A Song for My People) da Killers of the Flower Moon
  • •  What Was I Made For? da Barbie (vincitore)

Film documentario

  • •  Bobi Wine: The People’s President
  • •  The Eternal Memory
  • •  Four Daughters
  • •  To Kill a Tiger
  • •  20 Days in Mariupol (vincitore)

Cortometraggio documentario

  • •  The ABCs of Book Banning
  • •  The Barber of Little Rock
  • •  Island in Between
  • •  The Last Repair Shop (vincitore)
  • •  Nai Nai & Wài Pó

Film internazionale

  • •  Io Capitano
  • •  Perfect Days
  • •  Society of the Snow
  • •  The Teachers’ Lounge
  • •  La zona di interesse (vincitore)

Film d’animazione

  • •  Il ragazzo e l’airone (vincitore)
  • •  Elemental
  • •  Nimona
  • •  Robot Dreams
  • •  Spider-Man: Across the Spider-Verse

Trucco e parrucco

  • •  Golda
  • •  Maestro
  • •  Oppenheimer
  • •  Povere creature! (vincitore)
  • •  Society of the Snow

Scenografia

  • •  Barbie
  • •  Killers of the Flower Moon
  • •  Napoleon
  • •  Oppenheimer
  • •  Povere creature! (vincitore)

Montaggio

  • •  Anatomia di una caduta
  • •  The Holdovers
  • •  Killers of the Flower Moon
  • •  Oppenheimer (vincitore)
  • •  Povere creature!

Fotografia

  • •  El Conde
  • •  Killers of the Flower Moon
  • •  Maestro
  • •  Oppenheimer (vincitore)
  • •  Povere creature!

Effetti visivi

  • •  The Creator
  • •  Godzilla Minus One (vincitore)
  • •  Guardians of the Galaxy: Vol. 3
  • •  Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One
  • •  Napoleon

Leggi anche: PERFECT DAYS, il film candidato agli oscar – [Recensione]

E voi cosa ne pensate? Soddisfatti di questi vincitori degli Oscar 2024?

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LA ZONA D’INTERESSE, film candidato a 5 Oscar – [Recensione]

la zona d'interesse

Recensione de “La zona d’interesse”, film candidato a 5 Oscar, tra cui miglior film e miglior film straniero, per la regia di Jonathan Glazer

Avevo alte aspettative per un film di cui avevano parlato benissimo e che ha ricevuto 5 nomination agli oscar. E posso ritenermi soddisfatto delle premesse.

“La zona d’interesse” è un film, come molti lo hanno definito, disturbante. E in effetti è la sensazione dominante per tutta la durata della pellicola, in cui lo spettatore è testimone di una vita comune, umana in un paradiso terrestre, ma che in realtà convive con una delle atrocità più gravi di tutta la storia dell’umanità.

Questa vita parallela lontana dalle crudeltà di Auschwitz viene caratterizzata da scena di estrema umanità, in cui si tenta di far empatizzare lo spettatore con le bizze dei bambini, la loro curiosità per il giardino, la notte insonni rimediate con una favola della buonanotte, ma allo stesso tempo con scene che provocano odio per questa famiglia assolutamente conforme all’ideologia della Germania nazista dell’epoca.

Questo connubio di sensazioni fa scaturire un profondo fastidio, accentuato dai mille dettagli nascosti che raccontano ciò che accade dentro le mura, senza mai mostrare nulla. Protagonista qui è il sonoro, che racconta un sottofondo inquietante, lasciando allo spettatore un’interpretazione che rende ciò che succede in scena un peso allo stomaco.

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Recensione “Perfect Days”, film candidato agli oscar

Questa ottima idea si perde però dopo circa un’ora di film, da quando poi sembra che abbia finito ciò che vorrebbe dire, a meno di un finale davvero efficace. Purtroppo, la trama si dipana in modo disunito, senza un vero e proprio finale o spannung, ma con delle sequenze potenti per il significato, ma sostanzialmente evitabili.

Ancora non ho compreso a pieno la sottotrama in negativo, non del tutto sviluppata e dall’interpretazione incerta. Una specie di piano di sabotaggio da parte della figlia di Rudolph, ma che non trova molto spazio all’interno della narrazione

  La regia chirurgica si distacca da qualsiasi tipo di piani intimi, lasciando invece spazio agli ambienti. L’interpretazione precisa e mai macchiettistica dei personaggi dipinge una “banalità del male” molto impattante, capace di lanciare un messaggio che arriva dritto allo stomaco allo spettatore. Geniale la scelta dei silenzi, delle pause, contrapposte al disturbante rumore confuso dell’epilogo e del prologo.

In conclusione, un film capace di provocare fastidio allo spettatore per tutta la durata della pellicola, in cui è testimone della vita comune di una famiglia dipinta come umana, ma che convive con le atrocità dell’olocausto. Una storia capace di suscitare angoscia attraverso la semplicità di azioni quotidiane, svolte però da persone non preoccupate dei crimini di cui si stanno macchiando, il tutto con un sottofondo di suoni lontani che raccontano una storia a sé.

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Alla prossima recensione

PERFECT DAYS, il film candidato agli oscar – [Recensione]

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Recensione di “Perfect Days”, il film candidato agli oscar come miglior film straniero, dalla regia di Wenders.

Ero incuriosito dal film, soprattutto per i riconoscimenti ricevuti a Cannes, ma non ero riuscito ad andare in sala, così l’ho recuperato solo ora, anche perché è candidato agli oscar come miglior film straniero. Ecco la recensione di “Perfect days”

“Perfect Days” è un film delicato che accarezza il cuore e lo accompagna all’interno della vita di Harayama, un uomo di mezza età che vive da solo a Tokyo, dove lavora nelle pulizie dei bagni pubblici. Le sue giornate, i suoi perfect days, sono scaglionati da una routine fissa, composta da gesti quotidiani, piccoli piaceri, gioie che scaturiscono da dettagli nascosti.

Wenders è maestro nel mostrare le stesse azioni che caratterizzano le giornate del protagonista, sempre in modo diverso, dando un taglio ogni volta differente, da un punto di vista sempre nuovo, esaltando le piccole novità che accadono a Harayama, conferendone importanza e mostrando come originino stimoli nuovi.

Il film si limita a mostrare la vita semplice, umile, di una persona dal difficile turbamento, che nonostante la sua vita, appare più felice di tutti gli altri personaggi che incontra. La sua routine schematica nasconde la ricetta per una vita Epicurea, che agli occhi della nostra società frenetica pare di poco valore, forse perché è così difficile pensare che Sisifo sia contento.

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Recensione Past Lives, candidato agli oscar come miglior film

L’interpretazione di Yakusho riesce sempre in ogni scena a mostrare il lato umano di un uomo completamente isolato dal mondo, estraneo a ogni tipo di progresso, ancora attaccato alle sue usanze, alle sue misure, ai suoi bisogni. La recitazione fatta di sguardi, di sorrisi, di non detti lascia suggerire una completa condizione di “essersi accontentato”.

Nonostante le sue passioni umili come la lettura, la fotografia, la botanica, però il finale ci pone una domanda che all’apparenza abbia già una risposta, in quanto il film non pare non abbia bisogno di interpretazioni: ma Harayama, è felice?

La domanda con cui sono uscito dalla sala non ha bisogno di una risposta, perché non è importante, è importante chiedersi se noi saremmo felici se avessimo la sua vita. Il film non mostra alcun tipo di tentativo di fuggire o cambiare la propria vita, mentre ci mostra Takashi in preda all’insoddisfazione. Forse allora non c’è una critica alla società che ha reso Harayama così, ma piuttosto un dubbio se siamo noi che stiamo regredendo e ci sembra impossibile che la felicità sia quella, oppure Harayama si è quasi rassegnato, ma direi accontentato di una vita semplice.

Perfect Days
Perfect Days

In conclusione, “Perfect Days” è un film delicato che accarezza il cuore e lo accompagna all’interno della vita di Harayama, interpretato squisitamente da Yakusho. Il protagonista mette in crisi le certezze della nostra società, riflettendo su come la vita sia fatta di semplicità e piccole cose, risultando il più felice tra tutti i personaggi che incontra, il tutto guidato dalla regia magnifica di Wenders.

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DUNE PARTE 2, il colossal di fantascienza del 2024 – [Recensione]

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Recensione di “Dune parte 2”, il colossal di fantascienza del 2024 di Villeneuve, con protagonista Chalamet, tratto dai romanzi di Herbert

Le aspettative per questo film erano davvero alte, per una serie di motivi: il regista, il romanzo blasonato, gli accostamenti con la monumentalità del Signore degli Anelli.
Dopo la visione in sala posso ritenermi molto soddisfatto del lavoro di Villeneuve, che è riuscito a portare al cinema un film maestoso dall’epicità incredibile.

Dopo un primo capitolo incentrato soprattutto sul worldbuilding complesso dell’universo di Dune, in questo ci si concentra più su una narrazione distesa, sempre dando molta importanza al lato tecnico.
Seppur paia non succeda quasi nulla in 2h46 di film, in realtà ci si concentra più sulla psicologia dei personaggi, sviluppandosi meglio le relazioni e i caratteri.

La narrazione amplia la mitologia dei Fremen e dà spazio anche alla casata Arkonnen, di cui conosciamo meglio gli intrighi.
La comprensione maggiore dei rapporti e dei meccanismi che regolano gli equilibri dell’universo conduce lo spettatore all’incertezza continua dei comportamenti dei personaggi, i cui fini sono sempre altri.

L’emblema di ciò è Paul, già nella prima parte dipinto come un personaggio positivo ma ambiguo, in questa second aparte assume ancora più sfumature oscure, finendo quasi per diventare un tiranno che persegue la sua sete di potere sfruttando la fede di un popolo a cui è rimasta solo la speranza.

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Recensione di Past Lives, candidato agli Oscar come miglior film

Quella del Muad’Dib è una storiella raccontata ai Fremen, in realtà è una figura che allevano, non che giunge. E Paul, accecato dalla sete di vendetta per il padre, traviato dall’influenza della madre e incitato dai Fremen, coniuga sapientemente le volontà del popolo del deserto mosso dall’emotività della fede e i suoi scopi personali per perseguire ideali come l’onore e il potere.
L’impianto tecnico portato in sala  è la trama tessuta dalla pellicola conferiscono al film una epicità singolare. Lo spettatore rimane incollato ed estasiato per tutto il film e il minutaggio non pesa minimamente.

Il finale a tratti anticlimatico che si risolve in pochi minuti dimostra come l’intento del film non sia di replicare una battaglia eroica e avvincente di cui abbiamo solo alcuni assaggi, una battaglia dei campi di Pelennor, ma sia quello di raccontare la storia di un popolo che compie un’impresa epica grazie alle narrazioni religiose che si autoalimentano.

dune part two review
dune part two review

In conclusione, un film maestoso che mette in scena l’ascesa di Paul alla guida del popolo Fremen oscurando il suo personaggio tanto da non capire più se sai positivo o negativo. L’impianto tecnico stupefacente immerge lo spettatore nel deserto di Dune ampliandone la mitologia e sviscerando gli intrighi politici con colpi di scena inaspettati, dando maggior attenzione alla psicologia dei personaggi. Supera il precedente facendo ben sperare in una parte tre ancora migliore.

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PAST LIVES, il film candidato come miglior film agli Oscar – [Recensione]

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Recensione di “Past Lives”, il film candidato come miglior film e miglior sceneggiatura originale agli Oscar, dalla regista Song

Prima di andare in sala ero molto curioso di scoprire questo film, dato che si diceva fosse uno dei papabili vincitori per l’Oscar al miglior film straniero. Dopo la visione sono abbastanza convinto di questa opininone, anche se aqncora spero tanto per Io Capitano!

Past Lives è infatti un film delizioso, dai toni cupi e allo stesso tempo dolci. La regista Song ha messo in scena una storia molto personale, forse non autobiografica ma che rispecchia sicuramente dei tratti in cui molti possono ritrovarsi. La narrazione temporale presenta dei salti nelle vite di due personaggi dalle storie complicate, le cui strade, dopo essersi divise, si rincontrano.

La forza principale i questi personaggi non è certo la caratterizzazione, che ho trovato abbastanza esplicitata e non mostrata, ma bensì la loro psicologia. Non sappiamo quasi nulla, o meglio non ci sono scene in cui vediamo all’opera i due protagonisti Nora e Hae Sung nelle loro vite fuori dall’interazione tra loro, e quindi, al di là del marito di Nora nel finale, non capiamo bene che cosa affrontano nel mondo i due personaggi quando si devono lasciare.

Possiamo dedurre che siano vite nella normali, ma evidentemente non bastano, perché sentono che tra di loro c’è un qualcosa di più grande. L’intento del film non è certo questo però, è invece quello di mostrare una storia intima di due persone che si fanno domande su come sarebbe potuta andare la loro vita se l’evento tragico dell’emigrazione non fosse accaduto.

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Recensione Povere Creature!, la fiaba moderna di Lanthimos

Nonostante ci venga mostrato solo uno spaccato per volta delle loro vite, in ellissi temporali di 12 anni l’una, risulta comunque a primo impatto assurdo che due persone che vivono a migliaia di km di distanza e non si frequentino da anni possano provare una così forte attrazione da volersi incontrare a tutti i costi. Ma alla fine del film, anche grazie a un climax da magistrale, anche lo spettatore inizia a chiedersi, se nella stessa situazione, come si sarebbe comportato.

Ed è qui che il film porta in scena in modo vincente la il suo punto di forza maggiore: la continua incertezza. I personaggi sono in continuo conflitto personale per un amore non sbocciato che non riescono a superare poiché è difficile scendere a patti col passato. Fino all’ultimo vediamo l’evoluzione di questo rapporto funestato da scelte non completamente volontarie, ma che in modo abbozzato più volte viene ricucito.

Durante la visione mi sono accorto di essere passato più volte ad alternanza a voler o non volere un lieto fine per la relazione, perché via via che progredivano gli eventi, si accavallavano motivazioni più o meno valide, che alla fine del film. ho raccolto e mi hanno dato fastidio, mi hanno messo in crisi, portandomi a riflettere sull’autenticità delle nostre vite, e di come siano a volte decisioni che prendiamo a cambiare radicalmente tutto.

Past Lives”, un grande film sentimentale che sa emozionare - Il Sole 24 ORE
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In conclusione, una storia d’amore che mette in crisi raccontando le funestate vicende di due personaggi distanti fisicamente ma legati da un passato con cui non riescono a fare pace, in grado di far riflettere sulle proprie scelte di vita e sull’autenticità delle proprie relazioni. Una storia intima dal ritmo lento che, attraverso la metafora delle “Past Lives”, porta in scena personaggi dalla psicologia complessa che tengono in tensione lo spettatore fino alla fine.

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THE HOLDOVERS – Lezioni di vita – [Recensione]

TheHoldovers

Recensione di “The Holdovers – Lezioni di vita”, il nuovo film di Alexander Payne candidato agli oscar come miglior film e miglior attore

Le aspettative per il film non erano altissime, in quanto dai trailer trasudava una americanità davvero stucchevole per i miei gusti, tolleranti ma fino a un certo punto. Solo le candidature ricevute mi avevano spinto ad andare in sala, e dopo la visione non posso che ritenermi soddisfatto.

The Holdovers è una commedia molto americana, effettivamente, dalla trama interessante e dai personaggi ben approfonditi. La componente comica c’è e non è mai inadeguata, anzi sempre brillante e originale, dunque non c’è che da elogiare la scrittura. La recitazione inoltre è di ottimo livello, da parte di tutti i personaggi principali.

Il punto di forza, però di questo film è il contrasto che si va a creare tra i due personaggi principali, opposti in condotta, valori, età, interessi e provenienze sociali. La loro convivenza forzata origina indubbiamente peripezie negative, che nuocciono ad entrambi. Le loro vacanze dunque si trasformano in un periodo in cui devono tentare di combattere la noia, e il giovane Angus fa di tutto per sfogare la propria rabbia. E il loro confronto, che risulta sempre essere un attrito, li spinge anche a conoscersi meglio e a scoprirsi.

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Recensione “Povere Creature!”, la fiaba moderna di Lanthimos

Questa conoscenza porta benefici ad entrambi, che, soli, si aprono più facilmente e riescono a confidarsi meglio. Questa influenza reciproca porta ambedue i personaggi a compiere un arco evolutivo significativo, ma a mio parere, dietro a questa simpatica storia, si nasconde una critica verso il sistema americano che frantuma le famiglie finendo per creare persone con disagi e frustrazioni.

È esemplificativa questa storia, il cui scopo principale è appunto di creare un contesto comico e divertire, di come l’allontanamento così drastico delle persone dal proprio nucleo familiare, che sia per lavoro o per studiare, soprattutto da così giovani, sia deleterio nella crescita personale e nella costruzione della propria vita. Entrambi i personaggi sono assolutamente vittime di questo sistema che, più evidente tra tutte le conseguenze, non gli permette di trascorrere anche solo le vacanze natalizie serenamente con la propria famiglia, ma sono costretti a rimanere rinchiusi in una scuola vuota e priva di svaghi.

The Holdovers - Lezioni di vita - Wikipedia

In conclusione, il film è un’ottima commedia dal gusto americano che gira tutta intorno alla contrapposizione tra i due personaggi principali, che seppur opposti, sono costretti a una convivenza forzata. L’efficace recitazione mette in luce le problematiche del sistema deleterio americano, riuscendo anche a strappare ben più di un sorriso.

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POVERE CREATURE!, la fiaba moderna di Lanthimos – [Recensione]

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Recensione di “Povere Creature!”, la fiaba moderna di Lanthimos con Emma Stone, Willem Dafoe e Mark Ruffalo.

Le aspettative per questo film erano enormi, in quanto il cast, il regista e gli elogi della critica avevano creato un hype abbastanza sentito. Dopo la visione mi sono chiesto se fossi soddisfatto, ma la risposta non è giunta per almeno due giorni. Ecco la mia recensione di Povere Creature!

Il film è certamente una perla dal punto di vista registico, di scenografie e attoriale. Lanthimos è riuscito a dare vita a una fiaba dal gusto espressionista grazie al virtuosismo della regia e alla performance attoriale incredibile di tutti gli interpreti. La sensazione però è stata di ridondanza e perdita dell’obiettivo principale.

Il film mi è piaciuto, Lanthimos è stato in grado di narrare una storia surreale e stimolante allo stesso tempo, i cui snodi narrativi però mi sono apparsi abbastanza sterili. Ho notato infatti come la trama si regga per lo più su pretesti il cui senso mi è stato incomprensibile. Come se avessero in mente di cosa voler parlare, ma avessero esaurito i modi dopo la prima ora. Inoltre l’ultima parte, dove arriva l’ex marito, per me poteva essere tagliata, non sarebbe cambiato molto.

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I vincitori del Golden Globes 2024

Il personaggio di Bella, interpretato impeccabilmente da Emma Stone, progredisce con l’andare del film, ma a un certo punto i progressi sembra li abbia terminati, sostituendoli con una storia normale di avventura. Il personaggio, slegato da ogni convenzione sociale, continua a voler scoprire il mondo, anche essendo disposta ad abbandonare il matrimonio a cui era promessa. Non vi è dunque un cambiamento in lei, che all’inizio e alla fine della pellicola si trova nella stessa posizione, in quanto rimane ella stessa borderline e anticonvenzionale.

Il film però esplica bene il tema del film: la libertà. E ci riesce attraverso un espediente per me efficacissimo ovvero il surrealismo. Una storia tra il fantastico e il fantascientifico, che racconta la nostra società attraverso metafore assolutamente azzeccate, come Stevenson aveva fatto con “Lo strano caso del Dr. Jeckell e Mr. Hyde”.

PoorThings
PoorThings

In conclusione, una fiaba moderna dal gusto surrealista che mette in luce alcune problematiche della nostra società attraverso il personaggio di Emma Stone, interpretato magistralmente, il tutto arricchito da una regia, una scenografia, una colonna sonora e una recitazione eccezionali. Purtroppo il film dà la sensazione di essere ridondante, come se dopo aver presentato le tematiche non fosse in grado di svilupparle.

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WONKA, il nuovo film con Timothée Chalamet – [Recensione]

wonka

Recensione di “Wonka”, il nuovo film con Timothée Chalamet ispirato al famoso libro di Roald Dahl “La fabbrica di cioccolato”

I trailer di questo film non mi avevano proprio convinto, perché mi sembrava un Wonka troppo diverso da quello di Burton, talvolta troppo sopra le righe, ma giunto in sala mi sono ricreduto. Non sono un particolare fan della storia di Dahl, nonostante abbia letto sia “La fabbrica di cioccolato” sia “L’ascensore di cristallo”, apprezzo molto il lavoro di Burton ma non così tanto da non accettare alcun tipo di reinterpretazione.

E dal mio punto di vista questa è la chiave di lettura per questo film, che certamente vuole distinguersi da Gene Wilder e da Johnny Depp, dando vita a un Willy Wonka molto più musical. Timothée Chalamet è riuscito, infatti, a conferire al personaggio una sua impronta personale molto ridanciana, che si distacca un po’ dalla caratterizzazione un po’ grottesca delle precedenti interpretazioni.

E leggendo il film in questa chiave direi che funziona quasi tutto. Molto carina la storia, seppur semplice riesce anche nelle sue ingenuità, nelle sue sospensioni dell’incredulità ad intrattenere con un prequel che ci sta tutto per la storia di Dahl, donando momenti molto gradevoli di canto e scene molto simpatiche.

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Nomination Golden Globes

Il punto di forza è la sua totale natura favolistica, come se tuttala storia fosse perfettamente consapevole di essere a tratti surreale. Ma la narrazione riesce perfettamente a far credere allo spettatore che è possibile tutto ciò che accade, che di base non ha il pretesto di voler spiegare perché accade. E questa caratteristica di Dahl mi ha sempre affascinato, quindi per me se sei riuscito a trasmettere quella quasi spensieratezza da favola, come se il tono fosse leggero, con i buoni che fanno i buoni e i cattivi fanno i cattivi.

Per quanto in alcuni punti un po’ forzata, la trama racconta un viaggio dell’eroe davvero interessante, in grado di far affezionare lo spettatore a questo nuovo Wonka e tutta la sua squadra. I personaggi secondari funzionano quasi tutti, creando una serie di secondari che non prendono mai la scena al vero protagonista ma che sanno dare il giusto contributo alla narrazione.

wonka timothhee chalamet
wonka timothhee chalamet

In conclusione, un film che se visto con la giusta chiave di lettura è davvero piacevole, in grado di mettere in scena un viaggio dell’eroe molto carino, con trovate sceniche interessanti e personaggi secondari ben riusciti, il tutto in un ambientazione totalmente favolistica, surreale e a tratti fumettosa che funziona benissimo nella prospettiva leggera che vuole dare il film. Il Wonka di Chalamet è infatti distante dal grottesco ma invece un personaggio totalmente buono e quasi ingenuo.

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NAPOLEON, il film sul condottiero più famoso di sempre – [Recensione]

Napoleon

Recensione di “Napoleon”, il nuovo film di Ridley Scott sul condottiero francese, interpretato dal premio Oscar Joaquin Phoenix

Avevo molte aspettative su questo film, in primis per l’attore principale, Phoenix di cui sono innamorato, e poi anche per il personaggio principale, la cui fama e importanza non sono certo indifferenti. Sono andato in sala senza però aspettarmi nulla di perfettamente accurato sul piano storico, in modo da evitare di rovinarmi la visione.

E infatti Scott non propone una pellicola all’insegna della accuratezza storica, ma bensì una sua rivisitazione verosimile del Napoleone persona, non tanto condottiero o politico. E credo che questa sia la chiave di lettura con cui si deve vedere il film, che ha intenti forse diversi da quelli che ci si poteva aspettare.

Non mancano certo le scene di battaglia, dirette con una spettacolarità tipica di Ridley Scott, le cui scelte registiche ho apprezzato molto. Tuttavia il focus principale è spostato sul suo rapporto personale con Giuseppina e sul suo carattere nella vita privata. L’idea è di raccontare il narcisismo, la megalomania di una persona che ha cambiato le sorti di un continente.

Effettivamente raccontare tutta la storia di Napoleone Bonaparte sarebbe stato molto difficile se avesse voluto rimanere fedele ai fatti realmente accaduti, ma Scott decide di raccontare invece le fragilità, le manie ma anche i trionfi e i narcisismi del condottiero corso, interpretato egregiamente da un grottesco Phoenix, che ci ha lasciato una performance degna di lui, ma che credo non sia riuscita a superare quella di Murphy per concorrere a un eventuale premio Oscar.

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Rivelato il primo trailer di Napoleon

Forse il limite più grande di questo film è proprio il voler essere troppo storico, in quanto, nella fretta di raccontare tutti gli eventi, alcuni passaggi risultano poco chiari, ad esempio come si passi dalla repubblica a console, e da console a imperatore. Forse però la causa principale sono i tagli eccessivi, ma comunque il film funziona eccome.

Dal punto di vista tecnico è un film di una qualità altissima, sul piano della regia, fotografia, costumi e recitazione. Non memorabile la colonna sonora ma forse non ci ho fatto molto caso, più che altro perché mi aspettavo temi epici per le battaglie ma non mi sono sembrati tali.

napoleon
Napoleon

In conclusione, il film ci presenta la vita privata di Napoleone, mettendo al centro della narrazione la sua storia d’amore travagliata con Giuseppina, mostrando le sue fragilità e manie. La recitazione grottesca di Phoenix prende la scena anche sulle spettacolari scene di battaglia, dirette ottimamente da Scott, il cui intento primario non è di raccontare in modo storicamente accurato gli eventi scritti sui libri, ma mostrare una ricerca di vana gloria di un personaggio megalomane e narcisista.

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DREAM SCENARIO-Hai mai sognato quest’uomo? – [Recensione]

dream scenario nicolas cage

Recensione di “Dream Scenario-Hai mai sognato quest’uomo?”, il nuovo film con protagonista Nicolas Cage diretto da Borgli

Approcciandosi alla visione in sala non sapevo cosa aspettarmi. Avevo visto il trailer molto accattivante, ma non conoscendo il regista sono andato molto sulla fiducia. L’idea mi sembrava interessante, per quanto penso piuttosto banale, insomma nulla di sconvolgente. Ciò che invece lo è, è come il pretesto di trama viene sviluppato, che ho trovato geniale.

Partiamo dalla cosa migliore fra tutte: Nicolas Cage. Lui è perfetto in quel ruolo, sia fisicamente sia recitativamente parlando. È riuscito a immedesimarsi perfettamente nella parte in quanto sia ha avuto recentemente esperienza della viralità a causa del meme con Pedro Pascal, sia il padre era professore universitario, dunque è riuscito a interpretare comodamente il ruolo.

Il personaggio inoltre è scritto benissimo. È incredibile come Paul appaia agli occhi dello spettatore in tutto e per tutto una persona poco interessante, di cui nessuno è realmente amico, sfigata e di poco successo. Nel modo in cui è vestito, dal fatto che gli amici non lo invitino a cena, da cosa fa la prima volta in cui entra a casa di Molly. Insomma, il protagonista è perfetto per quello che gli deve accadere, e la progressione della trama, per quanto molto fantascientifica e inspiegabile, è efficace nell’obiettivo di una critica sociale al mondo dell’internet e di come riesca a creare dei mostri o distruggere la vita di persone senza nemmeno averlo scelto.

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Come è scritta la sceneggiatura per me è realmente geniale, il finale poetico e gli snodi narrativi, seppur prevedibili, gestiti in modo magistrale. La regia ha guizzi interessanti, riuscendo a dare ogni tanto delle tinte horror non troppo prolungate, ma quel poco che basta per inquietare. La fotografia molto godibile.

Forse l’unica pecca per me è l’aggiunta di Noria, idea geniale per criticare la società delle tik tok house, ma inevitabilmente aggiunge un elemento soprannaturale che mette a dura prova la sospensione dell’incredulità, che fino a quel momento ancora poteva reggere. La sua presenza però dà la possibilità di mettere in scena un finale poetico che lascia molto rifletter, così come l’intero film, che da un lato sentiamo molto distante, ma che in realtà riguarda tutti noi.

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Dream Scenario hai mai sognato quest’uomo

In conclusione, un film geniale, con un Nicolas Cage perfetto nel ruolo di sfigato, poco interessante e di poco successo. La trama intrigante mette in scena una critica sociale molto spinta verso la nostra società, facendo riflettere come la vita di una persona qualsiasi possa rimanere stravolta senza averlo scelto. Un’idea brillante sviluppata in una trama scritta egregiamente e diretta ottimamente grazie ai guizzi dalle tinte horror.

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