STRANGER THINGS st vol e vol Recensione
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STRANGER THINGS st. 4, vol. 1 e vol. 2 [Recensione]

Recensione del vol.1 e vol.2 della quarta stagione di Stranger Things, terminata il 1° luglio, prodotta da Netflix

Si è finalmente conclusa la quarta stagione di Stranger Things con il rilascio del vol. 2 il 1° luglio. Dopo una prima parte molto convincente, posso affermare che Netflix si è superata, sfornando un finale perfetto con una qualità cinematografica.

Se il volume 1 avevo soddisfatto, molti lo avevano trovato piuttosto lento all’inizio. Il volume 2, che dura un totale di 3h e 55 min, è praticamente 4 puntate, ma riesce benissimo a tenere la tensione e l’attenzione a livelli mostruosi. Sono state 4h che sono sembrate mezz’ora. L’impatto emotivo che riesce ad avere è davvero una montagna russa. La gestione dei propri personaggi, dopo 4 stagioni riesce a far commuovere, empatizzare e piangere. Ma parliamo della quarta stagione in generale.

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Il volume 1 soffre del problema di troppi personaggi. Sia chiaro, se si riesce a gestirli tutti bene, non è un problema ma qui Mike, Will e Jonathan risultano praticamente inutili allo sviluppo del plot. Ed inoltre la storyline di Hopper in certi frangenti viene presentata come una “Casa di Carta” in Russia: gli intrighi per entrare nel gulag, gli scambi di identità, poi la scena dove Hopper di colpisce il piede per liberarsi dalle catene è uguale alla guardia del corpo della Casa di Carta dove si colpisce il pollice…

Ma al di là di alcune sottotrame che sono risultate a tratti noiose, gli avvenimenti principali ambientati a Hawkins sono in realtà molto intrattenenti, ben scritti e ben realizzati. Anche il villain a sto giro sorprende. Ha una sua coscienza, delle motivazioni che lo spingono ad agire e non si tratta più del mostrone che agisce fisicamente, ma le sue vittime le prende psicologicamente. È per questo che poi hanno voluto aggiungere questa nota filosofica della musica.

I Duffer Brothers hanno attinto a piene mani dalla cultura pop anni ’80, molto di moda negli ultimi anni, e una componente molto presente e sentita è quella musicale. Nella mia interpretazione, hanno voluto omaggiare quell’elemento fondamentale in quegli anni, rendendola un antidoto mentale che riporta alla realtà. Questo espediente narrativo calza a tutti gli effetti con il tono della serie.

Stranger things nuovo trailer rivelato parte
Stranger things nuovo trailer rivelato parte

In conclusione, la CGI è di altissimo livello, la trama e le sue diramazioni sono ben scritte, i personaggi carismatici a cui è facile continuare ad affezionarsi (un po’ meno per Jonathan e Will) e il finale sbatte in faccia un cliffhanger davvero di alto livello che personalmente crea molto hype per una quinta stagione che non vedo l’ora arrivi. Stranger Things è una delle migliori serie degli ultimi tempi.

Qui il sito ufficiale di Netflix per informazioni più ufficiose.

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