Final Fantasy VII Rebirth, un’imperfetta meraviglia [Recensione]

Final Fantasy VII Rebirth recensione

Square Enix riesce nell’assurda impresa di far rivivere emozioni che si credevano perse. E lo fa in un periodo storico in cui i tripla A sono ricchi di qualsiasi cosa meno che di magia.

Dopo Final Fantasy VII Remake era naturale provare sia eccitazione che preoccupazione per il secondo capitolo di questo progetto firmato Square Enix. Nel 2020 divenne infatti chiaro a tutti che la dicitura “remake” fosse solo una messa in scena. Rebirth, in maniera anche piuttosto plateale, riconferma che ci troviamo dinanzi a un vero e proprio sequel di quell’incredibile titolo che nel 1997 fece sognare milioni di videogiocatori. Un polpettone ripieno di tutto ciò che, nel bene e soprattutto nel male, fa parte della Compilation di Final Fantasy VII. Dunque non posso che iniziare questa recensione consigliando vivamente di recuperare il titolo originale, nel caso in cui non l’aveste già fatto, prima di immergervi in questa sua nuova interpretazione.

Se volete saperne di più sulla serie di Final Fantasy in generale vi rimando a questo articolo: Tutti i Final Fantasy spiegati brevemente

Una bellissima storia vittima di un pessimo autore

La trama di Final Fantasy VII Rebirth inizia esattamente dove il precedente titolo si era concluso. Cloud e i suoi compagni hanno lasciato Midgar e si preparano per un lungo viaggio con l’obiettivo di fermare Sephiroth. Il canovaccio della storia rimane fedele al primo disco dell’originale Final Fantasy VII per gran parte dell’avventura. Sezioni iconiche come Corel, il Golden Saucer e Cosmo Canyon sono trattate con grande attenzione e rispetto. Purtroppo, proprio come nel Remake, in alcuni punti il ritmo rallenta a causa di allungamenti forse superflui. Nonostante ciò, nel complesso, la trama è coinvolgente, i personaggi sono ben sviluppati (come si vede raramente in produzioni simili) e la messa in scena di alcuni eventi è semplicemente fenomenale. Complice anche la colonna sonora, tra le migliori mai realizzate all’interno della serie e non solo, un vero capolavoro.

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Tuttavia devo segnalare che l’ultimo capitolo del gioco potrebbe far storcere il naso a molti fan di vecchia data. Se il finale di FF VII Remake poteva sembrare esagerato, qui si è addirittura andati oltre. Il problema principale, come spesso accade, è l’estro creativo di Nomura. Forse è giunto il momento che inizi a moderarsi poiché in veste di scrittore appare sempre più come una parodia di se stesso. Se i Kingdom Hearts sono titoli atroci dal punto di vista della scrittura, Final Fantasy VII Rebirth si salva in corner solo perché poggia su delle basi solide che più di tanto non possono essere alterate, per fortuna.

Fantasia fatta realtà

Final Fantasy VII Rebirth è un vero e proprio luna park: avventura, esplorazione, combattimenti e una miriade di minigiochi. Alcuni dei quali ripresi dal titolo originale, mentre altri sono stati creati appositamente per questo capitolo. Tra questi spicca l’eccezionale gioco di carte collezionabili Queen’s Blood, erede spirituale dell’iconico Triple Triad di Final Fantasy VIII.

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Il gioco è suddiviso in capitoli, e la struttura di FF VII Rebirth si presenta come una combinazione tra sezioni lineari, generalmente quelle dove la trama prosegue, e ampie zone open map. Con mia sorpresa queste aree aperte sono ben progettate, contrariamente a quanto visto in Final Fantasy XVI. Ognuna di esse, tramite anche l’utilizzo di specifici tipi di Chocobo, presenta meccaniche di navigazione uniche che rendono il tutto ben variegato e caratterizzato. Una bella citazione a Final Fantasy IX. Nonostante non si tratti di una rivoluzione, le mappe sono davvero piacevoli da esplorare e offrono la giusta quantità di attività secondarie (un plauso alle quest secondarie che fanno parecchi passi in avanti rispetto ad altri titoli di questo genere), il tutto accompagnato da un’estetica mozzafiato, ma in questo raramente Square Enix sbaglia.

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La violenza non è mai stata così divertente

Protagonista indiscusso della produzione è il combat system, che rappresenta probabilmente il miglior sistema di combattimento mai visto in un action JRPG. Mentre in Final Fantasy VII Remake le potenzialità del sistema erano percepibili, i limiti imposti dall’esperienza impedivano di vedere fino a dove si sarebbe potuti arrivare. In Rebirth, invece, non ci sono limiti, e il sistema di combattimento brilla come il sole.

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Torna l’elegante commistione tra azione e strategia, insieme all’unicità di ciascun personaggio, ben differenziato l’uno dall’altro. L’uso brillante delle materie e della barra ATB è rimasto pressoché invariato rispetto al precedente capitolo, ma ciò che aggiunge ancor più profondità sono le azioni sinergiche. Questi attacchi e tecniche realizzati insieme ad un membro del party non consumano alcuna risorsa, ma richiedono una sincronizzazione perfetta. Sebbene in alcuni momenti il caos dell’azione rischi di prendere il sopravvento sulla pulizia del combat system, sono rare le occasioni in cui non si percepisce di avere totale controllo su ciò che accade.

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Tecnicismi vari

Come detto sopra, di paesaggi mozzafiato ce ne sono a volontà. Il character design è perfetto e dal punto di vista tecnico il gioco in modalità prestazioni è quasi sempre stabile, su oltre 100 ore di gioco (la longevità e la mole di contenuti sono smisurate) mi è capitato di notare vistosi cali di frame, bug o altri problemi giusto in un paio di occasioni. Comunque nulla che mi impedisse di giocare o proseguire serenamente l’avventura. Lato grafico non siamo di fronte ad un capolavoro, sebbene il colpo d’occhio sia di notevole impatto. L’illuminazione iper realistica di Unreal Engine ogni tanto “smarmella” la scena, creando effetti di luce non proprio eccezionali.

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Il mixaggio sonoro non è preciso, come si nota sempre più spesso nelle produzioni tripla A. In molte occasioni la musica, per quanto incantevole, sovrasta le voci in maniera tale da rendere difficile sentire i dialoghi. Consiglio quindi di abbassare il volume di musica ed effetti sonori, lasciando invariato quello delle voci. Ottimi i doppiaggi in inglese e giapponese. Da segnalare che la traduzione italiana è basata sulla lingua giapponese, quindi sono presenti vistose discrepanze tra audio e sottotitoli se giocato con il doppiaggio inglese.

Sito ufficiale Square Enix.

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PS5 aggiornamento 9.00 di sistema ti consente di regolare la luminosità dell’indicatore di alimentazione della console

PS aggiornamento di sistema ti consente di regolare la luminosità dell'indicatore di alimentazione della console

Sony ha rilasciato l’aggiornamento 9.00 del software di sistema PlayStation 5 dopo un periodo in beta e ha pubblicato le note sulla patch sul proprio sito web.

Questo aggiornamento per la console Sony ti consente di regolare la luminosità dell’indicatore di alimentazione della tua PS5, migliora la cancellazione del rumore del microfono DualSense, ti consente di interagire con la schermata Condividi utilizzando puntatori ed emoji e migliora l’audio dell’altoparlante DualSense.

Per regolare la luminosità dell’indicatore di alimentazione della tua PS5, vai su Impostazioni > Sistema > Segnale acustico e luce, quindi seleziona Luminosità.

Leggi anche: PS5 Pro – È molto probabile che la nuova console uscirà a metà 2024 – POPSPACE.IT

Per quanto riguarda il DualSense, gli altoparlanti del controller ora possono produrre un suono a volume più alto, permettendoti di ascoltare i suoni del gioco e l’audio della chat vocale in modo più chiaro. Sony ha affermato che la qualità dell’input del microfono sul DualSense è stata migliorata con un nuovo modello di apprendimento automatico AI. Ciò significa che il rumore di fondo derivante dalla pressione dei pulsanti e l’audio del gioco vengono “soppressi”, il che, si spera, rende l’esperienza di chat vocale migliore.

Altrove, Sony ha aggiunto nuove funzionalità in Party e Condividi schermo. Come accennato, i giocatori

Fonte: https://zpr.io/fwJ42WBfBmYz

Tutti i Final Fantasy spiegati brevemente

Tutti i Final Fantasy spiegati brevemente

Un rapido viaggio, tra alti e bassi, attraverso i sedici titoli principali di una delle più prolifiche e maestose saghe videoludiche di sempre, in attesa di Final Fantasy VII Rebirth.

PROLOGO
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Sette è un numero di gran peso. Sette sono i giorni della settimana; le note musicali; i vizi capitali; i colli di Roma; le Champions League vinte dal Milan ma, prima di tutto, sette sono le persone che contribuirono alla nascita del primo Final Fantasy. Tutto comincia a Tokyo nel 1986, quando Masafumi Miyamoto distacca dall’azienda del padre la piccola divisione che si occupa in maniera semi amatoriale di videogiochi, chiamata Square.
Insieme a Miyamoto ci sono Hisashi Suzuki, suo braccio destro; Hiromichi Tanaka e, in particolare, Hironobu Sakaguchi. È Sakaguchi, appassionato di giochi di ruolo occidentali per PC come Wizardry e Ultima, a insistere nel creare un rpg. Futuro rivale del clamoroso Dragon Quest, uscito proprio nel 1986.

Sakaguchi e Tanaka
Hironobu Sakaguchi e Hiromichi Tanaka nel 1984.

Sakaguchi riunisce all’inizio un team principale di sette persone, numero destinato a crescere durante lo sviluppo. Oltre al programmatore Nasir Gebelli e il designer Koichi Ishii altri nomi degni di nota sono quelli di Nobuo Uematsu e Yoshitaka Amano. Il primo è il genio dietro la leggendaria colonna sonora della saga. Il secondo un artista dallo stile unico e inconfondibile. La risposta di Square al maestro Akira Toriyama, che ha invece prestato il suo talento a Enix, la software house dietro lo sviluppo di Dragon Quest. Sakaguchi è ora pronto a realizzare la fantasia finale.

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Hironobu Sakaguchi, Yoshitaka Amano e Nobuo Uematsu.

PARTE I
La trilogia NES, una scommessa vincente

Dicembre 1987, esce in Giappone Final Fantasy per la console Famicon di Nintendo, in seguito conosciuta come NES. Oggi viene quasi istintivo paragonare l’originale Final Fantasy ad un dungeon crawler più che a un jrpg classico. Questo avviene perché la difficoltà settata verso l’alto, la necessità di ponderare con cura l’uso delle risorse, i combattimenti punitivi e la progressione costituita da: città, dungeon, città, dungeon ecc sono prerogative di quel sottogenere. Eppure l’anima da jrpg è ben presente, anzitutto nella narrativa. Nulla di rivoluzionario, sia chiaro, ma già col primo capitolo iniziano ad apparire tematiche comuni a buona parte dei titoli futuri, come i cristalli e il twist finale che spesso sfocia nella fantascienza. Il combat system prevede dei combattimenti a turni con visuale laterale. Una grossa novità del genere che invece è solito in quel periodo mostrare gli scontri in prima persona.

L’immortale schermata d’avvio del primo Final Fantasy.

L’accessibilità è inesistente, tant’è che molte informazioni basilari sono contenute nel manuale di istruzioni, tra cui le mappe dei dungeon, le statistiche degli equipaggiamenti e le descrizioni degli effetti delle magie, non presenti all’interno del gioco per via del ridotto spazio sulla cartuccia. La scommessa di Sakaguchi si rivela un successo, vengono distribuite in Giappone ben 520 mila copie contro le 200 mila pronosticate inizialmente. Le porte per un sequel sono dunque spalancate.

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La possibilità di vedere lateralmente i propri eroi alle prese con numerosi nemici fu rivoluzionaria.

Il secondo Final Fantasy (1988) è noto per essere la pecora nera dei primi titoli del franchise. Il combat system si basa su una meccanica che su carta funziona bene. Tant’è che è stata ripresa, rifinita e migliorata in SaGa, altra serie di jrpg molto popolare. Nel concreto però lascia abbastanza a desiderare, soprattutto perché si impegna poco per farsi capire dal giocatore. La meccanica si basa sul fare esperienza tramite pratica, un sistema visto in epoca moderna anche in Skyrim. Esempio: più spesso usi magie più la statistica legata ad esse incrementa e via discorrendo. Bilanciare una meccanica simile non è cosa facile, difatti non ci riescono. Nonostante sia stato il primo a introdurre elementi ricorrenti nell’immaginario della serie come i Chocobo e una narrativa più matura (per la prima volta si parla di ribelli contro un impero, tematica ispirata da Star Wars e ripresa più volte all’interno della saga) Final Fantasy II è raro che venga citato tra i preferiti.

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Copertina di Final Fantasy II disegnata da Yoshitaka Amano.

Lo stesso dicasi per Final Fantasy III (1990), seppur per motivi diversi. Questo capitolo invero è abbastanza anonimo, fa il minimo indispensabile, inizia ad introdurre in maniera più approfondita i Jobs (le classi nei FF), i moguri e poco altro. Per quanto riguarda la trama fa perfino un passo indietro rispetto a FFII. Questo però non sembra frenare Square e tanto meno le vendite; lo spazio sulle cartucce del NES comincia a farsi sempre più stretto ma per fortuna entra in scena una nuova console.

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Per quanto grandi fossero gli sforzi fatti da Square per migliorare la grafica, è evidente quanto si necessitasse di maggior spazio sulle cartucce.

PARTE II
La trilogia SNES, la fantasia finale prende forma

Sembra strano da dire considerando che si parla del quarto capitolo, ma Final Fantasy IV (uscito in Giappone nel 1991 sulla nuova console Nintendo, lo SNES) è a tutti gli effetti il primo vero Final Fantasy. Ogni cosa che diventerà celebre di questa serie è qui contenuta: personaggi memorabili (per la prima volta i protagonisti hanno nomi predefiniti), boss fight visivamente fuori scala, plot twist e narrativa integrata al gameplay, a tratti contorta ma di forte impatto, un gameplay a sua volta trascinante e tanto, tanto altro.

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Lo SNES permise di ottenere degli sprites e degli sfondi ancora più belli e dettagliati.

Final Fantasy IV è anche il primo titolo ad introdurre l’ATB (Active Time Battle), controversa meccanica che da questo momento in poi affliggerà i giochi principali fino al ritorno dei turni classici con Final Fantasy X, per poi evolversi in qualcosa di meglio definito nei titoli a seguire. Spiegata in breve: ogni personaggio è dotato di una barra che si riempie nel tempo, una volta piena è possibile agire. Parliamoci chiaro, la meccanica dell’ATB nei giochi classici non ha mai funzionato a dovere. Sebbene si prefiggesse l’obbiettivo di rendere dinamici i combattimenti, paradossale che sia, li rallentava. Questo lo si noterà in particolare con Final Fantasy IX. Senza considerare che ai tempi di Final Fantasy IV neppure era visibile la barra dell’ATB, quindi immaginate la confusione e la frustrazione quando entravano in gioco incantesimi come Haste o Slow.

La luna, una delle ambientazioni più memorabili di Final Fantasy IV.

Final Fantasy V (1992) è quasi per certo il capitolo per SNES più sottovalutato, se è vero che la narrativa non raggiunge i picchi del predecessore, lato gameplay risulta anzi un’esperienza incredibile. In special modo grazie al suo Job System che è tutt’ora il migliore della serie (Final Fantasy Tactics, Final Fantasy X-2 e Final Fantasy XII nella versione Zodiac sono altri esempi di Job System fatti bene). Per non parlare poi dei dungeon, tutti ben diversificati e dalla varietà pazzesca.

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Insieme a Final Fantasy VI il quinto capitolo è quello che più consiglio di giocare tramite la Pixel Remaster.

2 aprile 1994, in Giappone esce una pietra miliare del genere, Final Fantasy VI. Sakaguchi si fa da parte, a dirigere questo capitolo sono Yoshinori Kitase e Hiroyuki Ito. Dal fantasy classico che strizza l’occhio a Dungeons & Dragons si passa allo steampunk. Città moderne, lo scontro e l’incontro tra tecnologia e magia, tematiche più spietate e colpi di scena che sono ancora oggi scolpite nella storia dei videogiochi. Sono solo alcuni degli ingredienti che compongono la ricetta di un jrpg leggendario.

Popspace Final Fantasy
Una volta a bordo della Falcon nulla è come prima.

I personaggi giocabili sono numerosi, tutti caratterizzati a dovere, tant’è che non esiste un vero e proprio protagonista, ognuno lo è a modo suo. E poi c’è Kefka Palazzo che insieme all’antagonista del prossimo capitolo, è il villain più iconico dell’intera saga, uno psicopatico capace dei crimini più efferati. Uematsu alla colonna sonora regala dei brani senza tempo, come Searching for Friends. Il gameplay sfortunatamente fa un passo indietro di troppo rispetto alla narrativa, si abbandona il Job System e si rende il tutto più lineare, dungeon compresi, che non raggiungono la diversità vista in Final Fantasy V. Consiglio caldamente di recuperare la versione Pixel Remaster a chi non l’ha mai giocato.

La barra dell’ATB è finalmente visibile ma quello che risalta maggiormente è la bellezza grafica, l’apice della serie su SNES.

PARTE III
La trilogia PS1, anche l’Europa scopre Final Fantasy, e se ne innamora

Sette, dicevo all’inizio, è un numero importante. Final Fantasy VII (1997) rompe il sodalizio tra Square e Nintendo, esce per PlayStation, la prima console Sony, e sconvolge il mondo. Prima di questo capitolo nessun Final Fantasy è mai giunto in Europa (alcuni neppure negli USA). Altra novità devastante è l’abbandono della pixel art in favore di personaggi in grafica 3D su sfondi pre-renderizzati, l’inverso di ciò che accade con un altro capolavoro dell’epoca, Xenogears.

Immaginate l’impatto che ebbe questa schermata sui giocatori degli anni 90.

La campagna promozionale è qualcosa di mai visto prima: Sony investe milioni di dollari in un marketing aggressivo. La stessa Nintendo che ancora fa uso di cartucce (motivo principale del passaggio a Sony da parte di Square) viene presa di mira con una celebre pubblicità che potete vedere qui sotto.

Era finito il tempo delle mele per Nintendo.

Così come è folle la campagna pubblicitaria, folle è anche lo sviluppo vero e proprio. Il passaggio al 3D necessita di uno sforzo considerevole. Molte decisioni vengono prese durante telefonate casuali, chiacchierate tra i corridoi o negli spazi per fumatori. Tutti contribuiscono a tutto, un modo di fare videogiochi che oggi, scena indie esclusa, è purtroppo impossibile da replicare.

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Alcuni sviluppatori di Square al lavoro.

Sebbene la direzione del progetto sia stata affidata a Kitase e a Kazushige Nojima, è un giovane membro di Square a brillare in particolar modo: Tetsuya Nomura. Il character design iconico è frutto del suo lavoro e da questo capitolo in poi acquisirà sempre più importanza, sia nel franchise che in Square. Amano lavora invece al world building e all’iconica copertina poiché il suo stile poco si presta all’ambientazione maggiormente sci-fi e steampunk di questo capitolo.

Hironobu Sakaguchi e Tetsuya Nomura

Le vicende di Cloud, Aerith e del tenebroso Sephiroth lasciano un segno indelebile nell’industria dei videogiochi. Da questo capitolo nascono spin-off, prequel, film, romanzi, una miriade di gadget (tutto facente parte della cosiddetta Compilation) e ora ci apprestiamo a giocare la seconda parte del suo remake/reboot/sequel: Final Fantasy VII Rebirth, in uscita domani 29 febbraio.

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Final Fantasy VII Rebirth ha un grosso fardello sulle spalle.

Final Fantasy VIII (1999), d’altro canto, è forse il meno riuscito della trilogia PS1. La storia ruota attorno a una coppia di adolescenti, uno l’antitesi dell’altro, eppure innamorati. Il contesto moderno, scolastico e militare sono interessanti, ma meccaniche astruse e grezze come il Junction System lo rendono un titolo condannato ad essere l’amore di pochi. Degni di nota sono il minigioco Triple Triad, gli sfondi pre-renderizzati, bellissimi, e un miglioramento generale del 3D, un decisivo passo in avanti rispetto a Final Fantasy VII. È anche il primo capitolo della serie ad essere tradotto in italiano.

Final Fantasy VIII fu il primo dei FF a rendere fulcro dell’esperienza l’elemento romantico.

All’alba del nuovo secolo esce Final Fantasy IX (2000), una vera e propria lettera d’amore al franchise. Uematsu si lascia talmente coinvolgere dal progetto che, pensate, compone ben 160 brani per il gioco. Il 3D è il migliore della trilogia, ma lo stile cartoon fa storcere il naso a chi si è abituato al “realismo” e alla seriosità dei suoi due predecessori. Si torna infatti al fantasy più puro, sebbene nella parte finale la trama vada a farsi benedire inserendo elementi sci-fi evitabili.
Nonostante la lentezza del combat system il gioco è splendido e completo di tutto ciò che ha reso unica la serie. Non a caso è il preferito di Sakaguchi, che da ora in avanti sarà un mero supervisore, preferendo concentrarsi su un’altra sua grande passione, il cinema. (Non l’avesse mai fatto…)

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Vivi è a mani basse il miglior personaggio di Final Fantasy IX e non solo.

PARTE IV
La trilogia PS2, tra miracoli tecnici e occasioni mancate

Sarò onesto con voi, amo e odio Final Fantasy X (2001). Amo il gameplay. Il suo sistema a turni (niente ATB, evviva) è quasi perfetto, e la Sferografia è un sistema di progressione assuefacente. Viceversa trovo la storia melensa in maniera forzata ed eccessiva, con uno dei protagonisti più odiosi mai visti prima. Aggravato da un doppiaggio inglese che può essere difeso e apprezzato solo da chi detesta la propria capacità uditiva.
Ma lasciando perdere le mie considerazioni prive di valenza alcuna, parliamo un attimo di quanto sia stato importante questo titolo. Siamo su una nuova console, potentissima, e Square vuole tirare fuori il massimo da essa, e ci riesce, eccome se ci riesce. Ancora oggi alcuni scenari sono da pelle d’oca, complice anche la particolare e riuscitissima scelta di ambientarlo in un contesto ispirato al sud-est asiatico.

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La possibilità di vedere e manipolare i turni, tramite abilità e magie, è una componente fondamentale del combat system.

La storia parte con delle ottime premesse, Sin è un villain atipico e funziona alla grande. Quello che non funziona, a parer mio, è la storia d’amore tra Tidus e Yuna. Lei è una ragazza evidentemente limitata in qualche modo, dato che non è possibile per nessuna ragione al mondo innamorarsi di quell’imbecille. Ma a Square vogliono che tu creda a questa storia d’amore, investono una valanga di denaro in alcune delle scene in cgi più belle del franchise (lo riconosco senza problemi) eppure risulta tutto così finto, così tirato. Capisco, malgrado ciò, un adolescente che mette mano a questo titolo cosa possa provare e capisco anche l’estremo successo del titolo, non a caso è il primo Final Fantasy ad avere un vero e proprio sequel, Final Fantasy X-2 (anche questo dal buonissimo gameplay e dalla storia trascurabile).

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I filmati in cgi di Final Fantasy X sono meravigliosi.

Non mi dilungherò molto su Final Fantasy XI (uscito per PS2 e PC nel 2002), sia perché non ho avuto la fortuna di giocarlo, sia perché preferisco spendere qualche parola in più sul suo successore spirituale, Final Fantasy XIV. Detto ciò, l’undicesimo capitolo della serie è un mmorpg e, nonostante questo, incarna perfettamente tutti i canoni del franchise. Per molti anni è stata una sicura e stabile fonte di incasso per Square. Per ovvi motivi, è il primo FF a non avere un sistema di combattimento a turni.

I mmorpg sono forse il genere più rischioso su cui lavorare, ma a Square con Final Fantasy XI andò bene.

Final Fantasy XII (2006) è il primo FF pubblicato da Square Enix, società nata dalla fusione delle due storiche rivali. Ma è anche un titolo sfortunato, e non sarà l’unico da ora in poi. Ogni Final Fantasy è un’opera a se stante, per questo le critiche dei “fan di vecchia data” al recente Final Fantasy XVI sono prive di fondamento. Ciascun capitolo riflette la fantasia di chi lo realizza, nel bene e nel male. Eppure si sa, i cambiamenti, se non accompagnati da una valanga di critiche, non sono veri cambiamenti. E Final Fantasy XII ne ha ricevute parecchie di critiche. Questo capitolo difatti si avvicina al gameplay del suo predecessore mmorpg, pur contestualizzando il tutto in un’esperienza per giocatore singolo. La meravigliosa e mai più sfruttata meccanica del Gambit, che permette di impostare come si preferisce l’ia dei membri del party, supplisce all’assenza di compagni mossi da giocatori veri.

Final Fantasy XII abbandona i corridoi visti nel decimo capitolo e propone al giocatore aree più ampie, sebbene non ricche di contenuto.

Si torna ad un sistema di progressione simile alla Sferografia di FFX ma più variegato, la License Board. Questa viene poi modificata ed espansa ulteriormente con la differenziazione tra Jobs nella versione International prima, e in quella Zodiac poi. Il coinvolgimento per ciò che concerne la narrativa di Yasumi Matsuno (director del capolavoro Final Fantasy Tactics) si percepisce, così come si nota il suo abbandono a metà del progetto. Final Fantasy XII brilla per il world building ma tutto il resto è lasciato acerbo. Non a caso è l’unico titolo della serie la cui trama non ruota attorno ai personaggi, bensì agli eventi che accadono nel mondo di Ivalice.

Sebbene siano interessanti, i protagonisti non vengono sviluppati a dovere, addirittura alcuni di essi non interagiscono MAI tra di loro per tutta la durata del gioco.

PARTE V
La trilogia della confusione, quando il peggior fallimento di Square Enix salva baracca e burattini

“Grande è la confusione sotto il cielo quindi la situazione è eccellente” diceva Mao Zedong. Peccato che di eccellente tra alcuni dei prossimi titoli ci sia stato ben poco. Final Fantasy XIII (2009), pubblicato sulle nuove console PS3, Xbox 360 oltre che su PC, si rivela mastodontico dal punto di vista tecnico e… poco altro. Il gameplay è estremamente limitato in se stesso, i corridoi di Final Fantasy X a confronto sembrano un open world, e la narrativa è mediocre a dire poco, con buona parte delle informazioni relegate a un noiosissimo codex e dei personaggi principali osceni. Il setting interamente sci-fi non è sfruttato a dovere. Square Enix prova a rattoppare il tutto con ben due sequel ma nessuno oggi ha il coraggio di citare questo capitolo come il proprio preferito. Credo.

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Graficamente Final Fantasy XIII era fuori scala.

Final Fantasy XIV (2010) è il secondo mmorpg targato FF. All’uscita è un disastro di dimensioni apocalittiche. Quasi nulla viene salvato dai giocatori, abituati a ben altri titoli. La situazione è tragica ma Square Enix affida il progetto a un uomo fino a quel momento sconosciuto al grande pubblico, un tale Naoki Yoshida. Nel 2012 il mondo di quel mmorpg viene disintegrato e uno nuovo sorge sulle sue ceneri. Ecco che viene pubblicato Final Fantasy XIV: A Realm Reborn (2013) quello che, ancora oggi, è con ogni probabilità il miglior mmorpg in circolazione. Un’enciclopedia vera e propria dell’intero franchise, un gioco in continua espansione con una community attivissima (siamo a quota 30 milioni di giocatori!) e un supporto costante. Grazie a Yoshida e al suo miracoloso Final Fantasy XIV: A Realm Reborn la software house ha un’entrata fissa di denaro e una sicurezza che gli permette, inoltre, di sopportare il caos che da lì a poco sarebbe giunto.

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Non fate l’errore di pensare che, essendo un mmorpg, non abbia chissà quale trama. FFXIV riesce ad essere eccezionale anche in quello.

Final Fantasy XV (2016) è una tragedia. Lo è nelle intenzioni e lo è nel risultato. Figlio di un processo lungo e contorto che si avvia ai tempi di Final Fantasy XIII è oggi un monito su come non vanno fatte le cose. Monito che Final Fantasy XVI ha preso a cuore. Se la Compilation di Final Fantasy VII funziona (a modo suo) è perché viene concepita a partire da un’opera capace di reggersi in piedi da sola. Con Final Fantasy XV siamo inondati di prodotti collaterali (come un film in cgi e una serie animata) ancor prima di avere tra le mani il gioco vero e proprio, che a sua volta si rivela poi incompleto. Le potenzialità ci sono, sia nel world building che nei personaggi, ma nulla viene approfondito a dovere. E via di DLC, alcuni escono a fatica, altri vengono cancellati, altri sono un contentino che non basta. Così il capitolo Final Fantasy XV si chiude con amarezza, lasciando immaginare ai fan quello che sarebbe potuto essere e che mai sarà.

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FFXV è un’esperienza tutto sommato tollerabile ma lontanissima da ciò che sarebbe potuta e dovuta essere.

EPILOGO
Presente e Futuro

Eccoci giunti alla fine di questo lungo viaggio. Final Fantasy XVI (uscito su PS5 nel 2023), è l’ultimo della serie, e ha diviso i fan come pochi altri capitoli hanno fatto. Alcuni non lo considerano neanche un Final Fantasy. C’è da dire che la piega totalmente action fa strano se si è abituati ai giochi a turni, eppure la vera natura dei Final Fantasy è proprio questa, la loro eccentricità. Ci vuole coraggio a reinventarsi ogni volta, forse questa volta si è andati un po’ troppo oltre. Ma Yoshida, director di questo sedicesimo capitolo, le idee chiare le ha comunque avute, e si vede. La storia di Final Fantasy XVI è tra le migliori del franchise, la più cupa e adulta in assoluto e merita certamente un posto su un eventuale podio.
E adesso? Cosa accadrà a Final Fantasy? Si farà un passo indietro? Si spingerà ancora di più sull’action? Final Fantasy VII Rebirth sarà lo standard da ora in avanti o è solo una parentesi? Domande a cui io non posso rispondere al momento, ma a cui risponderò in futuro non appena avrò giocato le prossime fantasie finali di Square Enix.

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Alcune boss fight di Final Fantasy XVI sono tra le migliori mai viste in un videogioco.

Sito ufficiale di Square Enix.

PS5 Pro – È molto probabile che la nuova console uscirà a metà 2024

PS Pro E molto probabile che la nuova console uscira a meta

Secondo quanto dichiarato dagli analisti alla CNBC, è “probabile” che Sony rilasci una PS5 Pro nel corso del 2024.

Questo aggiornamento “potenziato” avrebbe lo scopo di aumentare l’interesse per la PS5 dopo che Sony ha ammesso di aspettarsi che il ritmo di vendita della console inizierà a calare a partire dal prossimo anno fiscale, che inizierà ad aprile 2024. Il lancio della PS5 Pro avverrebbe inoltre prima dell’uscita di Grand Theft Auto 6 nel 2025, che dovrebbe incrementare notevolmente le vendite di giochi per console. Sony non ha ancora commentato.

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Sony è abituata a rilasciare una versione Pro delle sue console. La PS4 Pro, ad esempio, è stata lanciata nel novembre 2016, tre anni dopo l’uscita della PS4. Se la PS5 Pro dovesse essere lanciata nel corso di quest’anno, arriverebbe quattro anni dopo il lancio della PS5, avvenuto nel novembre 2020.

“Sembra che ci sia un ampio consenso nell’industria dei videogiochi sul fatto che Sony stia effettivamente preparando il lancio di una PS5 Pro nella seconda metà del 2024”, ha dichiarato alla CNBC Serkan Toto, CEO della società di consulenza videoludica Kantan Games con sede a Tokyo.

“E Sony vorrà assicurarsi di avere un grande pezzo di hardware pronto quando GTA 6 arriverà nel 2025, un lancio che sarà un’iniezione di energia per l’intero settore dei giochi”.

Un altro analista ha suggerito che Sony non taglierà il prezzo dell’attuale PS5 nemmeno quando uscirà la PS5 Pro, a causa delle pressioni sui margini dell’azienda.

La scorsa settimana, il capo di Sony Hiroki Totoki ha offerto quelle che ha definito le sue “impressioni sincere” sull’attività di PlayStation, suggerendo che gli studios possono fare di più per ridurre i costi di sviluppo. Totoki ha anche detto che Sony cercherà di migliorare i margini di guadagno dei giochi PlayStation puntando maggiormente su piattaforme diverse dalla PlayStation, come il PC.

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Sony ha rivisto le previsioni di vendita della PS5 per l’anno finanziario in corso, abbassando l’ambizioso obiettivo di 25 milioni di console vendute a 21 milioni. Questo nonostante un aumento su base annua delle vendite di PS5 nel trimestre delle vacanze 2023, da 7,1 milioni a 8,2 milioni. Inoltre, Sony ha dichiarato che non rilascerà alcun gioco di franchising PlayStation importante prima dell’aprile 2025, escludendo i grandi sequel dei franchise di God of War e Spider-Man in tempi brevi.

Fonte

Sony – La PS5 sta entrando “nel suo ultimo ciclo di vita” secondo l’azienda

Sony La PS sta entrando nel suo ultimo ciclo di vita secondo lazienda

Dopo che le vendite della PS5 hanno deluso le aspettative, Sony ha dichiarato che la console sta entrando “nel suo ultimo ciclo di vita”.

Sony aveva fissato l’ambizioso obiettivo di 25 milioni di PS5 vendute durante l’esercizio finanziario in corso che terminerà il 31 marzo 2025, ma ha ora rivisto al ribasso le sue previsioni a 21 milioni dopo che le vendite di PS5 durante il cruciale trimestre delle festività del 2023 sono risultate inferiori alle aspettative nonostante le promozioni aggressive. Sony ha venduto 8,2 milioni di PS5 nel terzo trimestre conclusosi il 31 dicembre 2023, rispetto ai 7,1 milioni venduti nello stesso trimestre dell’anno precedente, ma ciò non è bastato a raggiungere l’ambizioso obiettivo di Sony.

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Secondo quanto riportato da Bloomberg, Naomi Matsuoka, vicepresidente senior di Sony, ha dichiarato che l’azienda prevede che il ritmo di vendita della PS5 inizierà a calare a partire dal prossimo anno fiscale, che inizierà nell’aprile 2024 e terminerà alla fine di marzo 2025.

“In prospettiva, la PS5 entrerà nell’ultima fase del suo ciclo di vita”, ha dichiarato Matsuoka. “Per questo motivo, daremo maggiore importanza all’equilibrio tra redditività e vendite. Pertanto, prevediamo che il ritmo di vendita annuale dell’hardware PS5 inizierà a diminuire a partire dal prossimo anno fiscale”.

La PS5 è stata lanciata nel novembre 2020, nel pieno della pandemia, e ha venduto 54,7 milioni di pezzi in poco più di tre anni. Questo novembre la console compie quattro anni e, poiché Sony ha dichiarato che sta entrando nella seconda metà del suo ciclo di vita, il pensiero andrà inevitabilmente alla prossima generazione e alla PS6.

Un gioco che potrebbe essere destinato alla PS6 come titolo di lancio è il ritorno di Hideo Kojima al genere dell’azione-spionaggio, Physint. Kojima ha dichiarato che il lavoro sul gioco dovrebbe iniziare “seriamente” presso Kojima Productions dopo Death Stranding 2 e in collaborazione con Sony. Death Stranding 2 ha un’uscita prevista per il 2025 e, stando alle ultime dichiarazioni di Sony, probabilmente non uscirà prima di aprile 2025. Physint dovrebbe quindi uscire non prima del 2026, ma forse nel 2027 o 2028. La PS4 è uscita nel novembre 2013. La PS5 è uscita sette anni dopo, nel novembre 2020. Se lo schema si ripete, la PS6 uscirà nel novembre 2027.

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Inoltre, Sony ha dichiarato che non rilascerà alcun gioco di franchising PlayStation importante prima dell’aprile 2025, escludendo i grandi sequel dei franchise di God of War e Spider-Man in tempi brevi.

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Playstation – Non usciranno giochi di grandi franchise fino ad aprile 2025

Playstation Non usciranno giochi di grandi franchise fino ad aprile

Sony ha dichiarato che non rilascerà giochi di grandi franchise, come GoW o Spider-Man per PlayStation prima dell’aprile 2025.

Nel corso di una telefonata finanziaria, il capo di Sony Interactive Entertainment Hiroki Totoki ha escluso l’uscita di nuovi grandi giochi playstation delle serie God of War e Spider-Man nel corso del prossimo anno fiscale dell’azienda, che terminerà il 31 marzo 2025.

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Totoki ha dichiarato: “Per quanto riguarda il software first-party, intendiamo continuare a concentrarci sulla produzione di opere di alta qualità e sullo sviluppo di giochi live service”. Tuttavia, mentre i progetti più importanti sono attualmente in fase di sviluppo, per il prossimo anno fiscale non prevediamo l’uscita di nuovi titoli di franchise importanti già esistenti, come God of War Ragnarok e Marvel’s Spider-Man 2″.

I commenti di Totoki sembrano escludere qualsiasi cosa, da un sequel di Ghost of Tsushima a un sequel di Horizon prima dell’aprile 2025, il che lascia un grande vuoto di giochi first-party nello slate di PlayStation 5. Tuttavia, Sony pubblicherà per la console nuovi giochi first-party tratti da nuovi franchise, come Fairgame$ di Haven Studios e Concord di Firewalk Studios, oltre a franchise non “importanti”. È inoltre possibile continuare a rilasciare remake di precedenti titoli di grandi franchise. Sony ha pubblicato The Last of Us Part II Remastered all’inizio di quest’anno e sembra probabile che altri giochi per PlayStation 4 riceveranno un trattamento simile.

Nel frattempo, Sony sta puntando molto sulle cosiddette “seconde parti” per contribuire a rendere più ricco l’elenco delle esclusive della PS5. Si è assicurata l’attesissimo Final Fantasy 7 Rebirth di Square Enix come esclusiva a tempo per PS5, oltre agli accattivanti giochi d’azione Stellar Blade e Rise of the Ronin, tutti in uscita nel 2024.

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I commenti di Totoki arrivano dopo che Sony ha confermato che le vendite di PS5 non hanno soddisfatto le aspettative, nonostante le promozioni aggressive. Sony si era prefissata l’ambizioso obiettivo di vendere 25 milioni di PS5 nell’anno finanziario in corso, ma dopo aver venduto 8,2 milioni di PS5 nel terzo trimestre fino al 31 dicembre 2023, rispetto ai 7,1 milioni venduti nello stesso trimestre dell’anno finanziario precedente, Sony ha rivisto le previsioni per l’intero anno a 21 milioni, quattro milioni in meno.

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PS5 PRO – Cosa sappiamo fino ad ora? Nulla.

PS PRO – Cosa sappiamo

I primi rumor sulla versione di PS5 Pro risalgono al 2022, le indiscrezioni più dettagliate e recenti a fine 2023, ma cosa c’è di concreto?

A dire il vero non sappiamo praticamente nulla su PS5 Pro. Alcuni insider come Tom Henderson e Jeff Grubb sostengono che la finestra di lancio sia da considerarsi tra gli ultimi mesi del 2024.
In rete è possibile trovare anche rumor riguardanti specifiche tecniche ma rimangono sempre e solo dicerie prive di fondamento o di conferme da parte di Sony.


Per dovere di cronaca vediamo insieme quali sono le informazioni protagoniste di questi rumor. Partiamo dalle sopra citate questioni tecniche. Secondo i rumor PS5 Pro dovrebbe montare tecnologia AMD avanzata, nello specifico una CPU Zen 4 e una GPU RDNA 3. Le performance dovrebbero dunque beneficiarne notevolmente, forse più di quanto avvenuto con PS4 e PS4 Pro.
Oltre a miglioramenti legati ai controller Dualsense si vocifera anche la presenza di un lettore Blu-Ray estraibile a piacimento, fondendo così le due versioni attualmente sul mercato.
Per quanto riguarda il prezzo si vai dai 500$ ai 700$, ma questo è di sicuro l’elemento più volubile considerando la situazione economica globale.


La domanda che dovremmo porci tuttavia è un’altra: che utilità potrebbe avere una versione potenziata di PS5 in un panorama attuale dove ancora nessun titolo ha saputo sfruttare al 100% la potenza della console base?
Parliamoci chiaro, la gestione di Sony nei confronti di questa generazione videoludica è claudicante, non si capisce bene quali siano le sue intenzioni e credo che nemmeno Sony stessa sappia cosa fare. Aggiungiamoci la totale assenza di Microsoft in quanto competitor che si limita al momento a fare acquisti ma non sprona in alcun modo la rivale giapponese a far meglio, ed ecco che rischiamo di ritrovarci in una generazione di passaggio come fu quella PS3 e Xbox 360, piena di mediocrità e con perle relegate a canti del cigno.

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Hi-Fi Rush e Pentiment – I due giochi arriveranno su altre console, probabilmente la PS5 e Nintendo Switch

Hi Fi Rush e Pentiment I due giochi arriveranno su altre console probabilmente la PS e Nintendo Switch

Hi-Fi Rush e Pentiment sono i primi due giochi per Xbox che verranno lanciati su console concorrenti, probabilmente PS5 e Switch.

In mezzo alla diminuzione delle iscrizioni a Game Pass e alle vendite in calo delle console Xbox, Microsoft annuncerà presto che entrambi i giochi saranno disponibili su console “rivali”, secondo quanto affermato da The Verge. Nel rapporto non vengono specificati la PS5 né il Nintendo Switch, ma possiamo presumere che le console di Sony e Nintendo siano coinvolte nella acquisizione dei due giochi.

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The Verge ha aggiunto che Microsoft porterà l’avventura pirata Sea of Thieves di Rare su piattaforme non Xbox entro la fine dell’anno. Altri titoli di prima parte sono anche detti essere presi in considerazione. Rapporti contrastanti suggeriscono che Starfield di Bethesda e Indiana Jones and the Great Circle di MachineGames erano inizialmente presi in considerazione per una pubblicazione su PS5, ma notizie più recenti suggeriscono che questi piani potrebbero essere cambiati.

Xbox svelerà la sua visione per il futuro in una edizione speciale del podcast ufficiale di Xbox giovedì 15 febbraio alle 12 del Pacifico / 15 dell’Est / 20 del Regno Unito / 21 ore italiane. “Unisciti a noi per una edizione speciale del podcast ufficiale di Xbox”, recita l’annuncio. “Ascolta Phil Spencer, Sarah Bond e Matt Booty mentre condividono aggiornamenti sul business di Xbox.”

Spencer avrebbe rassicurato i dipendenti che Microsoft ha intenzione di continuare a produrre console, nonostante le domande riguardanti la strategia di terze parti di Xbox in futuro. A gennaio, il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha dichiarato che l’azienda può essere un “buon editore su Sony e Nintendo e PC e Xbox”.

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“Amiamo la sfida. Infatti, Flight Simulator è stato creato prima ancora per Windows. Ma eravamo al terzo, al quarto posto. E ora con Activision, penso che abbiamo la possibilità di essere un buon editore, francamente, su Sony e Nintendo e PC e Xbox. Siamo entusiasti della chiusura di quell’acquisizione e sono contento che l’abbiamo ottenuta”, ha detto Nadella. A giugno, Nadella ha affermato che, se fosse stato per lui, l’industria dei videogiochi si sarebbe allontanata completamente dai giochi esclusivi.

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I migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Le migliori giochi per PS in uscita nel

Per Playstation ci aspetta un grande anno con tanti titoli all’orizzonte! Questi sono i migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

La PlayStation 5 è uscita da qualche tempo e la sua accoglienza è stata per lo più positiva. Rispetto al suo predecessore, la PlayStation 4, include molti miglioramenti in termini di funzionalità, come tempi di caricamento più rapidi, un’unità a stato solido (SSD) al posto di un normale disco rigido (HDD) e un controller migliorato il DualSense. Tuttavia, una console è buona solo quanto i giochi disponibili su di essa e, fortunatamente, la PS5 è in grado di soddisfare anche questo aspetto.

Sebbene la console disponga già di un’ottima libreria di giochi per PS5, ce ne sono ancora di più da attendere, alcuni dei quali usciranno già questo mese, mentre altri sono ancora lontani anni. Nel mondo dei videogiochi, non è raro essere a conoscenza di giochi che sono ancora lontani diversi anni dall’uscita. È anche normale che un nuovo gioco venga rivelato e lanciato nel giro di un paio di mesi. In questo elenco completo, esamineremo le principali uscite dei migliori giochi PS5 in uscita per il 2024 e faremo delle ipotesi sui giochi futuri.

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I giochi elencati di seguito hanno date di uscita confermate al 100% o finestre di uscita solide che ci aspettiamo raggiungano quest’anno. Tutti quelli che sono in sospeso a causa di previsioni di lancio più vaghe o di precedenti ritardi saranno elencati sotto la seguente voce.

Foamstars – 6 febbraio 2024

Le migliori giochi per PS in uscita nel
Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Foamstars è la versione di Square Enix del gioco multiplayer Spaltoon di Nintendo. Utilizzando una collezione di strane armi di gommapiuma, i giocatori si sfideranno in modalità di gioco 4v4 con il compito di schiumare una città e conquistare più territorio rispetto alla squadra avversaria.

Helldivers II – 8 febbraio 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Preparatevi a una resa dei conti intergalattica in Helldivers 2, l’esplosivo sparatutto fantascientifico cooperativo di Arrowhead Game Studios. Nei panni di un Helldiver, la vostra missione è salvaguardare la Super Terra da una minaccia aliena, armata con le armi più devastanti della galassia. Fate squadra con un massimo di tre amici in questa avventura cooperativa multigiocatore che diffonde pace, libertà e democrazia gestita in tutto il cosmo. Scegliete quando e come chiamare i rinforzi, armati di armi con superpoteri e caricatori personalizzabili.

Skull and Bones – 16 febbraio 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Skull and Bones è stato rinviato quasi troppe volte per ricordarle tutte, ma sembra che finalmente verrà lanciato nel 2024. La versione finale di Skull and Bones è un mix di titoli open-world di Ubisoft, giochi di sopravvivenza e una versione più dettagliata dei combattimenti navali della serie Assassin’s Creed. I giocatori sono ancora interessati dopo che il titolo ha subito così tanti ritardi? E sarà all’altezza del successo di Sea of Thieves? Solo il tempo potrà dirlo.

Pacific Drive – 22 febbraio 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

In Pacific Drive, l’obiettivo principale del giocatore è guidare una station wagon (basata su una delle auto degli sviluppatori che Digital Trends è stato invitato a guidare) attraverso la bizzarra “Olympic Exclusion Zone” nel nord-ovest degli Stati Uniti. Il gioco si svolge come un roguelite basato sulle corse: i giocatori preparano la loro auto in un garage, partono per un viaggio e cercano di arrivare il più lontano possibile, affrontando al contempo anomalie soprannaturali che possono fermare la corsa se non si fa attenzione.

Brothers: A Tale of Two Sons – 28 febbraio 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Il più grande remake annunciato finora per il 2024, Brothers: A Tale of Two Sons è una versione rinnovata del pluripremiato gioco d’avventura omonimo del 2013. Il gioco ha come protagonisti la coppia di fratelli Naia e Naiee e segue il loro viaggio per salvare il padre da una malattia mortale.

I due devono superare ostacoli pericolosi per la vita, come camminare in punta di piedi lungo le pareti rocciose, superare di nascosto i troll e molto altro ancora durante l’avventura simile a una fiaba. Può essere giocato da soli o con un amico in cooperativa.

Final Fantasy VII Rebirth – 29 febbraio 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Final Fantasy VII Rebirth è l’ultimo capitolo del progetto di remake che reimmagina l’amato classico. Realizzato dai creatori originali, questo gioco introduce una nuova narrazione pur conservando fedelmente l’essenza dell’originale. Avventurandovi oltre Midgar, vi unirete a Cloud e ai suoi compagni in un’odissea attraverso lussureggianti praterie, accompagnati dagli iconici chocobo. Nel frattempo, Zack, che porta con sé il fardello di un Cloud avvelenato da un mako, fa ritorno in città in mezzo a una spaccatura incombente nel cielo. Il mondo è in subbuglio: il Comitato di Resistenza Shinra è in guerra, figure enigmatiche trasportano la calamitosa Jenova e mostruose Armi si risvegliano. Il sinistro piano di Sephiroth si dispiega, intrecciando innumerevoli destini in questo emozionante capitolo di Final Fantasy VII Rebirth.

Star Wars: Dark Forces Remaster – 29 febbraio 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Star Wars: Dark Forces (uscito per la prima volta nel 1995) sta per essere rimasterizzato sulle console moderne. In una galassia in mano all’Impero, l’Alleanza Ribelle scopre la Morte Nera, un’arma che distrugge i pianeti. Kyle Katarn, un ex Stormtrooper imperiale, si unisce ai Ribelli per infiltrarsi nell’Impero dall’interno. Star Wars: Dark Forces offre un tocco unico con una narrazione coerente, missioni realistiche e luoghi familiari dell’universo di Star Wars.

Welcome to Paradize – 29 febbraio 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Siete stanchi che i media sugli zombie si prendano troppo sul serio e cercate una versione più divertente dell’apocalisse? In Welcome to Paradize, dei sopravvissuti intraprendenti sperimentano una tecnologia progettata per esercitare un controllo sugli zombie che hanno conquistato il mondo. Una volta manipolate con successo, queste creature si trasformano in alleati indispensabili, nonostante la loro scarsa intelligenza e l’occasionale instabilità. Esplorate il nuovo mondo e proteggete il vostro accampamento in questo bizzarro survivor multiplayer.

Unicorn Overlord – 8 marzo 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Intraprendete un’avventura regale in Unicorn Overlord. Realizzato dalle brillanti menti dietro 13 Sentinelle: Aegis Rim e Odin Sphere, questa saga epica segue il principe esiliato Alain nella sua missione di reclamare il suo regno dal generale canaglia Valmore. In un mondo vibrante e dilaniato dalla guerra, assemblate un grande esercito di oltre 60 personaggi unici, da umani ed elfi a bestie enormi e angeli celesti. Con il movimento sul campo e le battaglie in tempo reale, Unicorn Overlord promette un’esperienza di gioco di ruolo tattico, che fonde l’esplorazione del mondo e sistemi di battaglia innovativi in vero stile Vanillaware.

Alone in the Dark – 20 marzo 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Rivisitate le inquietanti profondità di Derceto Manor nel nuovo Alone in the Dark, un affettuoso tributo al classico horror del 1992. Ambientato nel Sud degli anni ’20, vi unirete a Emily Hartwood e al determinato investigatore privato Edward Carnby per scoprire il mistero dello zio scomparso. Derceto Manor, una casa di riposo per malati mentali, nasconde un segreto sinistro e qualcosa di maligno è in agguato.

Realizzato dal talentuoso scrittore di SOMA e Amnesia: The Dark Descent, Mikael Hedberg, e con i disegni dei mostri di Guy Davis, collaboratore di Guillermo del Toro, questo Alone in the Dark reimmaginato promette un viaggio agghiacciante e indimenticabile nell’ignoto.

Rise of the Rōnin – 22 marzo 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Intraprendete un viaggio epico attraverso il Giappone del XIX secolo devastato dalla guerra in Rise of the Rōnin, un gioco di ruolo d’azione open-world incentrato sul combattimento e ambientato durante la tumultuosa epoca del Bakumatsu. Nei panni di un guerriero senza padrone, o Rōnin, potrete plasmare il vostro destino nel caos della guerra civile, di governanti oppressivi e di malattie mortali.

Dragon’s Dogma II – 22 marzo 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Dragon’s Dogma II è finalmente all’orizzonte. Aspettatevi mostri colossali, vasti paesaggi e vivaci città da esplorare in questo RPG d’azione fantasy. Sono passati 10 anni da Dragon’s Dogma: Dark Arisen e siamo entusiasti di tornare in questo mondo.

South Park: Snow Day! – 26 marzo 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

È in lavorazione un nuovo gioco di South Park che si concentrerà sulla magia dei giorni di neve nella piccola città del Colorado. Non si sa mai cosa si otterrà da un titolo di South Park, ma sicuramente si tratterà di un’avventura multigiocatore cruda e nevosa.

Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes – 23 aprile 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes invita i giocatori a riscoprire la magia dei JRPG classici con un tocco moderno. Guidate un cast di oltre 100 personaggi giocabili attraverso un mondo devastato dalla guerra in un racconto intessuto di culture e alleanze diverse. Mentre l’Impero Galdeano cerca di espandere il proprio potere utilizzando la tecnologia delle lenti runiche, seguite il viaggio di Seign Kesling, un dotato ufficiale imperiale, e Nowa, un ragazzo di un villaggio remoto, mentre le loro strade si intrecciano nella ricerca di un artefatto che potrebbe plasmare il destino di Allraan.

Stellar Blade – 26 aprile 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Stellar Blade si svolge su una Terra postapocalittica dove un nemico, chiamato Nativa, ha spinto gli esseri umani a fuggire in una colonia extramondo. I giocatori controllano Eve, che è in missione per salvare il pianeta sconfiggendo i Nativa. Eve è affiancata da una moltitudine di personaggi secondari che la aiutano nella sua missione. Nel corso del gioco, vi unirete a loro e aiuterete i sopravvissuti completando le missioni secondarie che vi verranno assegnate. Aiutando i sopravvissuti, il mondo verrà ricostruito.

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Possibili uscite nel 2024

Questi giochi sono stati confermati in arrivo su PS5 prima o poi. Ad alcuni è stato dato un vago piano di uscita per il 2024, mentre su altri stiamo solo speculando. Tuttavia, nutriamo speranze per tutti loro,

Hollow Knight: Silksong – TBD 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Quello che era iniziato come un DLC aggiuntivo di Hollow Knight si è poi trasformato in un vero e proprio sequel. Silksong è il nuovo gioco di Team Cherry, che si basa sulle fondamenta del suo predecessore, ma con alcune novità. In Silksong si gioca nei panni di Hornet, un personaggio apparso come boss nel primo capitolo. Il gioco prevede un viaggio attraverso il regno di Pharloom con l’obiettivo di raggiungere la cima. Il gioco sarà ancora caratterizzato da un gameplay d’azione duro come il cemento, con elementi Metroidvania, ma con una nuova storia e alcuni elementi di gioco aggiuntivi.

The Casting of Frank Stone – TBD 2024

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

The Casting of Frank Stone sarà ambientato in Oregon, dove un misterioso assassino ha fatto di un’acciaieria il luogo dei suoi orribili omicidi. I giocatori seguiranno un nuovo cast di personaggi originali nel tentativo di risolvere – e sopravvivere – agli eventi contorti e potenzialmente soprannaturali. Come da tradizione Supermassive Games, le scelte e le conseguenze sono al centro di questa esperienza narrativa. Anche la più piccola delle decisioni viene suggerita per avere importanti ripercussioni sugli eventi futuri. Si tratta di un grande allontanamento dal tipo di esperienza a cui sono abituati i giocatori di Dead by Daylight, che Mathieu Côté, responsabile della partnership di Behaviour, afferma essere intenzionale. Non abbiamo ancora una data precisa per questa uscita, ma si presume che il gioco uscirà nel 2024.

Giochi senza finestra di uscita

Tutto ciò che sappiamo dei giochi elencati di seguito è che sono in fase di sviluppo. La maggior parte di essi è probabilmente a qualche anno di distanza dal lancio.

Death Stranding 2

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Annunciato per la prima volta da Hideo Kojima ai Game Awards 2022, Death Stranding 2 è un progetto reale in fase di sviluppo. Sappiamo che l’attore Norman Reedus riprenderà il suo ruolo di Sam e questo è tutto. Non vedremo questo gioco prima di qualche anno.

Light No Fire

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Dai creatori di No Man’s Sky arriva un’avventura di esplorazione fantastica molto promettente. Light No Fire si svolge su una Terra alternativa dove si aggirano creature mitiche come scheletri animati e draghi. Non si sa ancora molto di questo titolo, ma sembra simile al precedente successo di Hello Games: ci saranno molte attività di farming, crafting e trekking in un mondo enorme. Le piattaforme non sono state annunciate ufficialmente, ma ci aspettiamo un lancio su PS5.

Dustborn

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Un’avventura narrativa ambientata nell’America del 2030, Dustborn segue una “banda di disadattati ed emarginati” che viaggia attraverso il paese per consegnare un misterioso pacco. Il giocatore assumerà il controllo diretto di Pax, un ex detenuto con poteri sovrumani che deve navigare in un mondo pieno di disinformazione. Si tratta di un gioco d’avventura innovativo, che consigliamo a tutti coloro che sono interessati a una narrazione potente di dare un’occhiata. L’uscita di Dustborn è prevista per il 2024/2025.

Gothic 1 remake

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Il classico RPG di culto Gothic sta per ricevere un remake completo per PlayStation 5. Non sappiamo molto del titolo, ma sappiamo che THQ Nordic ha aperto un nuovo studio per lavorare esclusivamente su questo progetto. Su PC è disponibile un teaser giocabile e il gioco sembra avere una buona forma. Speriamo che riceva l’attenzione che merita e che i fan di Gothic ottengano il gioco che desiderano da anni.

Project 007

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Lo sviluppatore di Hitman, IO Interactive, sta lavorando a un gioco di James Bond con il titolo provvisorio di Project 007. Si tratterà di una storia originale con un nuovo personaggio di James Bond, svincolato da qualsiasi somiglianza con gli attori precedenti. Il team prevede che questo gioco farà parte di una trilogia, anche se non si sa molto altro sul progetto. Come molti altri giochi di questo elenco, Project 007 probabilmente non sarà lanciato prima di qualche anno.

Marvel’s Wolverine

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Una delle più grandi sorprese del PlayStation Showcase 2021 è stata la rivelazione di Marvel’s Wolverine, un progetto in sviluppo da parte di Insomniac Games. Proprio così, lo studio si sta destreggiando contemporaneamente con Marvel’s Spider-Man 2 e questo gioco, il che dimostra quanto sia impressionante il team. Il gioco è ancora in fase di sviluppo rispetto a Spider-Man 2 che è uscito e non ha ancora una data di uscita. Non è chiaro se sarà collegato ai giochi di Spider-Man o se sarà una storia a sé stante, anche se siamo propensi a credere che saranno collegati. Il reveal trailer non ci dà un’idea del gameplay, ma possiamo probabilmente aspettarci che si tratti di un’avventura d’azione in terza persona con un grande mondo aperto da esplorare. Sappiamo che sarà necessario avere una PS5 per giocare a questo gioco quando uscirà.

Quantum Error

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Sebbene gli sviluppatori affermino che tutto sta andando per il meglio con Quantum Error, non si sa ancora se sarà un titolo di lancio. Lo “sparatutto horror cosmico” spera di dimostrare che gli zombi non passano mai di moda e presenta uno dei sistemi fisici più robusti mai visti nel settore. L’uscita è prevista in una data non specificata.

Star Wars: Knights of the Old Republic – Remake

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

A dare il via al PlayStation Showcase 2021 è stato l’annuncio di Star Wars: Knights of the Old Republic Remake. Il gioco è ancora in fase iniziale di sviluppo e probabilmente ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che sia pronto per il lancio. L’originale Star Wars: Knights of the Old Republic è stato lanciato per Xbox nel 2003 ed è stato sviluppato da BioWare, il team dietro Mass Effect e Dragon Age. Il remake è curato da Aspyr, lo studio che ha sviluppato i remaster di Star Wars: Episode I – Racer, Star Wars: Jedi Knight – Jedi Academy e Star Wars: Republic Commando. È interessante notare che Star Wars: Knights of the Old Republic Remake sarà un’esclusiva della console PS5, anche se non è chiaro per quanto tempo. Secondo quanto riferito, nel 2022 è stato rinviato a tempo indeterminato, quindi è probabile che non potremo giocare a questo gioco molto presto.

Project Eve

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Project Eve è un nuovo gioco d’azione dello sviluppatore Shift Up Corporation. Ricorda Bayonetta, con l’azione in primo piano. Sarà caratterizzato da un sistema di combattimento a flusso libero in cui si dovrà attaccare, schivare e difendersi, prendendo decisioni al volo. Project Eve includerà funzioni DualSense come il feedback aptico che aumenterà l’immersione. Questo gioco è in fase di sviluppo da un po’ di tempo, quindi speriamo che sia pronto per il lancio nel 2024.

Dragon Age: Dreadwolf

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Anche se non si sa molto del prossimo gioco di Dragon Age, ora finalmente chiamato Dragon Age: Dreadwolf, sappiamo che sarà un gioco di ruolo per giocatore singolo realizzato da BioWare, il team responsabile dei precedenti capitoli della serie. Il gioco è in fase di sviluppo insieme al nuovo Mass Effect e non ha ancora una data di uscita, anche se se dovessimo tirare a indovinare, diremmo di aspettarcelo al più presto nel 2024/2025.

Mass Effect

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

Anche se è ancora molto presto, sappiamo che un nuovo gioco di Mass Effect è in arrivo da BioWare. Dopo la rivelazione ufficiale ai The Game Awards 2020, i fan si sono posti una serie di domande sul progetto, soprattutto su come si legherà alla trilogia originale. Nel trailer abbiamo visto Liara, uno dei personaggi principali della trilogia originale, anche se non è chiaro quando si svolgerà il nuovo gioco e quale sarà il ruolo di questo personaggio. Le domande della comunità sono tante, ma una cosa è certa: non ci si può aspettare di giocare a questo gioco prima di un bel po’ di tempo.

Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2

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Le migliori giochi per PS5 in uscita nel 2024

È passata un’eternità dall’ultima volta che abbiamo camminato per le strade infestate dai vampiri di Bloodlines, e non vediamo l’ora di vedere quante cose sono cambiate in questo periodo. I recenti filmati del gioco hanno mostrato più caos, una Seattle più grintosa e una trama profonda e ramificata. Sfortunatamente, il gioco ha subito un recente ritardo, che lo ha fatto slittare a una data di uscita sconosciuta.

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Until Dawn – Sembra che le versioni PS5 e PC del gioco siano in lavorazione

Until Dawn Sembra che le versioni PS e PC del gioco siano in lavorazione

Secondo billbil-kun, un famoso reporter, sembra che una versione PS5 e PC di Until Dawn sia ufficialmente in lavorazione

Sembra che un altro popolare gioco per PS4 stia per arrivare sulle piattaforme moderne: billbil-kun, reporter di Dealabs, afferma che Until Dawn, gioco horror del 2015 di Supermassive, sta per essere portato su PC e PS5.

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Secondo billbil-kun, l’annuncio della versione di Until Dawn per PC e PS5 “avverrà entro 15 giorni”, con questa versione migliorata apparentemente in sviluppo da “almeno un anno”. Non sono stati condivisi molti dettagli al di fuori dell’ovvio: queste nuove versioni apporteranno miglioramenti alla grafica e alle prestazioni.

Come ha sottolineato Digital Foundry, la versione PS4 di Until Dawn, pur essendo visivamente splendida, aveva “livelli di prestazioni insoliti”, notando che il più grande inconveniente del gioco era il suo framerate (e la mancanza di un blocco a 30FPS). Il rapporto di Digital Foundry rileva che il framerate di Until Dawn variava, scendendo fino a 20 FPS o raggiungendo in rari casi i 40 FPS.

Until Dawn è un gioco horror in cui i giocatori controllano un gruppo di amici che si trovano in un rifugio situato su una montagna innevata e devono sopravvivere alla notte. Come i progetti successivi di Supermassive, come The Dark Pictures Anthology, Until Dawn è un gioco d’avventura in cui la storia si sviluppa e i personaggi vivono o muoiono in base alle scelte fatte.

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Until Dawn è diventato un successo di massa per lo studio in parte grazie ai creatori di contenuti che trasmettono in streaming o pubblicano contenuti su piattaforme come YouTube. In un’intervista rilasciata a Eurogamer nel 2015, l’ex presidente di SIE Worldwide Studios Shuhei Yoshida ha rivelato che Until Dawn è stato un “colpo di fortuna” per l’azienda.

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The Last of Us Parte II Remastered: il dramma di Ellie ed Abby fa ritorno su PS5 [Recensione]

[Recensione] The Last of Us Parte II

Dopo aver aggiornato graficamente il primo capitolo di The Last of Us, Naughty Dog decide di tirare a lucido anche la controversa Parte II. Il risultato è più che soddisfacente.

Non credo esista titolo più controverso e divisivo di The Last of Us Parte II per quanto riguarda il mercato dei tripla A. Un gioco che sin da prima della sua release ha provocato un terremoto mediatico causato da leak e dai soliti disadattati che impestano internet.
Per fortuna questa tossicità non ha compromesso in alcun modo Naughty Dog che dopo aver rilasciato un buon remake grafico di TLOU Parte I presenta ora al pubblico una Remastered del secondo capitolo.
Anche qui le polemiche non si sono sprecate, questa volta addirittura da parte di sedicenti critici videoludici (pure nostrani) che ne hanno criticato l’annuncio parlando di un “remake folle” (nonostante la dicitura Remastered!).
Sul fatto che sia un prodotto prematuro e poco necessario si può discutere, ma almeno si abbia consapevolezza di ciò di cui si parla. Detto questo, vediamo ora da cosa è caratterizzata questa Remastered e se il risultato vale il prezzo del biglietto (9.99 se si possiede già la versione PS4).


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Lifting e accessibilità

Dal punto di vista tecnico non c’è molto da dire, The Last of Us Parte II era già un gioiello su PS4, Naughty Dog si è limitata a renderlo più definito, con una buona risoluzione e un frame rate ancora più stabile. Aggiunta degna di nota l’integrazione delle funzionalità del Dualsense, finalmente un’esclusiva sfrutta le caratteristiche del controller Sony e lo fa più che bene. La pressione richiesta dai grilletti adattivi cambia di intensità a seconda dell’arma che si impugna e le vibrazioni dinamiche donano una piacevole sensazione di coinvolgimento.
Le opzioni per l’accessibilità, che già nel gioco originale erano lodevoli, ora sono state ulteriormente espanse. Qualsiasi tipo di giocatore ha la possibilità di affrontare l’avventura personalizzandola come meglio crede, sia per ciò che concerne la difficoltà sia per far fronte ad eventuali disabilità o limitazioni.


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Senza Ritorno

Il piatto forte di questa versione è Senza Ritorno, modalità roguelike che va a sostituire la componente multiplayer presente nel primo capitolo della serie. Il gameplay di The Last of Us Parte II è uno degli aspetti più riusciti della produzione, e lo si nota soprattutto giocando alle difficoltà più elevate, dunque la presenza di un’intera modalità costruita attorno ad esso non può che essere un’ottima aggiunta. I capisaldi del genere roguelike sono tutti presenti: mappe generate casualmente, modificatori che influenzano la partita, personaggi multipli, valuta in-game che permette di sbloccare ulteriore contenuto, rigiocabilità piuttosto elevata e via discorrendo. Nulla di nuovo ma quello che c’è è ben integrato nell’esperienza ludica di The Last of Us.
Sia chiaro, non si tratta di una modalità capace di reggersi in piedi da sola, è un contenuto accessorio e preso come tale fa il suo dovere, in modo non dissimile da quanto fatto con la modalità Mercenari dei Resident Evil.


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Dietro le quinte

Quello che personalmente ho preferito di questa Remastered è la presenza dei Lost Levels e del commento degli autori e degli attori. Il commento è abbastanza auto esplicativo, mentre i Lost Levels offrono tre brevi sezioni giocabili scartate durante fasi più o meno avanzate dello sviluppo. Oltre ad essere interessanti di per sé, i “livelli perduti” sono contenuti con finalità didattiche come se ne vedono di rado nell’industria. Un videogioco è realizzato da persone che prendono decisioni, sapere cosa passa per la testa di questi professionisti e quali sono le decisioni scartate e i motivi dietro queste scelte sono linfa vitale di questo hobby, più di quanto si pensi.

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In conclusione

The Last of Us Parte II Remastered è la chance perfetta per chi non ha ancora vissuto la spietata avventura post apocalittica di Naughty Dog. I giocatori che hanno già la versione PS4 invece, al costo di soli 9.99 euro, potranno rivivere l’esperienza nel migliore dei modi, senza alcun compromesso tecnico, e intrattenersi parecchie ore con la modalità Senza Ritorno, sperando venga supportata nei mesi a venire.


Potete trovare altre informazioni sul titolo raggiungendo il sito ufficiale di Naughty Dog.

Playstation Plus Extra – Riveltati i giochi che usciranno dall’abbonamento a fine febbraio 2024

Playstation Plus Extra Riveltati i giochi che usciranno dallabbonamento a fine febbraio

Sony ha rivelato i giochi che usciranno da Playstation Plus Extra a fine febbraio 2024, tra cui titoli come Tekken 7 e Resident Evil 7

Sony ha rivelato i giochi che purtroppo lasceranno il PlayStation Plus Extra nel corso del mese di febbraio 2024 attraverso la sezione “Ultima possibilità di giocare” della dashboard della PlayStation 5.

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Secondo la scheda “Ultima possibilità di giocare” della PS5, 10 giochi per PlayStation 4 lasceranno il catalogo dell’abbonamento, probabilmente il 20 febbraio 2024, quando verrà aggiunta la prossima serie di giochi.

Ecco l’elenco:

  • Ace Combat 7: Skies Unknown
  • Hue
  • I Am Setsuna
  • Lost Sphear
  • Lost Words: Beyond the Page (Oltre la pagina)
  • Oninaki
  • Resident Evil 7: Biohazard
  • Tacoma
  • Tekken 7
  • Thomas Was Alone

Con Tekken 8 alle porte, è logico che Tekken 7 sia stato ritirato da PS Plus Extra. Ora avete un mese di tempo per giocare a questi giochi prima che vengano rimossi.

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La lista completa delle aggiunte al catalogo dei giochi PS Plus per gennaio 2024, disponibile dal 16 gennaio, include Resident Evil 2, Tiny Tina’s Wonderland, Just Cause 3 e altri ancora. In totale, 14 giochi si aggiungono alla libreria: nove nel Catalogo giochi disponibile per i membri Extra e Premium e cinque nel Catalogo giochi classici disponibile solo per i membri Premium.

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Nuovo controller DualSense V2 per PS5 non ancora annunciato compare online

Nuovo controller DualSense V per PS non ancora annunciato compare online

Un sito canadese ha inserito tra i propri prodotti un Controller Wireless DualSense PS5 V2 senza che la Sony lo abbia annunciato!

Un controller DualSense per PS5 non ancora annunciato dalla Sony è apparso sul sito web di Best Buy Canada. L’inserzione, individuata dall’utente di ResetEra “ezidro3”, riguarda un “Controller Wireless DualSense PlayStation 5 V2 – Bianco”.

Il controller sembra avere le stesse dimensioni del modello già esistente, ma la sua descrizione parla di una “eccezionale durata della batteria di 12 ore con una carica completa”, che “supporta lunghe sessioni di gioco”.

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Se ciò fosse vero, si tratterebbe di un miglioramento significativo rispetto all’attuale DualSense, che offre una durata della batteria di circa sei ore, a seconda del gioco giocato. Viene menzionata anche una comoda stazione di ricarica DualSense.

La descrizione completa del sito recita: “Prendi in mano l’azione di gioco quando usi il controller wireless PlayStation 5 V2 DualSense. Grazie ai trigger dinamici, al microfono integrato e a molto altro ancora, questo controller di gioco offre un’esperienza davvero coinvolgente. L’iconico design confortevole consente di giocare per ore e ore”.

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Caratteristiche del controller DualSense V2

  • Compatibile con la PlayStation 5
  • La connettività wireless vi garantisce di non rimanere mai impigliati nei cavi durante il gioco
  • L’iconico e confortevole design si adatta naturalmente alle vostre mani
  • Il feedback aptico sostituisce i tradizionali rumble motors per un gameplay più realistico
  • I trigger adattivi dinamici consentono di sperimentare diversi livelli di forza e tensione nelle interazioni con il gioco
  • Il microfono incorporato consente di interagire con gli altri giocatori nelle partite online
  • La presa per le cuffie vi permette di collegare le vostre cuffie preferite, per sintonizzarvi facilmente con l’audio del gioco
  • La stazione di ricarica Dual Sense (inclusa) offre una facile ricarica “click-in”
  • L’eccezionale durata della batteria di 12 ore, con una carica completa, supporta lunghe sessioni di gioco

Cosa ne pensate di questo nuovo Controller Wireless DualSense PS5 V2?

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Jusant – Una scalata attraverso il passato, verso il futuro [Recensione]

Jusant Una scalata attraverso il passato verso il futuro [Recensione]

Ecco la mia recensione di “Jusant”, l’atmosferico platform 3D della DON’T NOD che combina esplorazione, rompicapo e arrampicata!

Ho appena finito di giocarlo ed eccomi qui. Innanzitutto, ringrazio la DON’T NOD per averci concesso, tramite Keymailer, la chiave di Jusant che mi ha permesso di scrivere questa recensione!

Il gioco è attualmente disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC, e la sua descrizione su Steam recita: “Goditi le vibrazioni meditative di Jusant, un rompicapo d’azione e arrampicata. Scala una torre immensamente alta e raggiungi vette inesplorate insieme alla tua acquosa compagna di viaggio. Padroneggia gli strumenti di arrampicata, attraversa diversi biomi e ricostruisci il passato della torre.”

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Ero rimasta molto colpita dal trailer, per questo, quando me ne si è presentata la possibilità, ho colto al balzo l’opportunità di provare il gioco.

Devo dire, però, che il mio entusiasmo si è affievolito abbastanza presto (so che avete già visto il voto che ho dato, let me cook for a second). Jusant è diviso in 6 capitoli, e arrivata al terzo stavo veramente facendo fatica a proseguire il gameplay.

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Poi è arrivato il capitolo 4. Fermi tutti. Un significativo cambio di bioma? Avete la mia attenzione. Lo finisco in un lampo, arriva il capitolo 5. Un nuovo cambiamento radicale? Nuove meccaniche? Ora sì che ragioniamo. Il finale del capitolo 5, poi, mi ha lasciato a bocca aperta. Per il 6, non c’è nemmeno bisogno che ve lo dica. Breve, va detto, ma un capolavoro.

La trama del gioco viene scoperta leggendo lettere e pagine di diario, che sono tutto ciò che resta della popolazione che un tempo abitava la torre. A poco a poco scopriamo cosa ha costretto le persone ad andarsene, cosa le ha spinte a rimanere fino all’ultimo e perché stiamo compiendo la stessa scalata intrapresa da molte altre di loro prima di noi.

Jusant Una scalata attraverso il passato verso il futuro [Recensione]
Cr: DON’T NOD

Personalmente, per quanto narrare la storia soltanto tramite lettere sia una scelta in teoria piuttosto poetica, nella pratica l’ho trovata una dinamica che dopo un po’ viene a noia. Da questo punto di vista mi è piaciuta molto di più la trovata delle conchiglie e dei flashback sonori, molto suggestivi.

Uno dei punti di forza del gioco è sicuramente la creatura che vi accompagna nel vostro viaggio: si tratta di un piccolo blob azzurrino che vi aiuterà a individuare i vostri obiettivi, a superare alcuni rompicapo e che, soprattutto, potrete coccolare nel corso del vostro viaggio.

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Il concetto della torre abbandonata, di una pseudo montagna che brulicava di vita verticale, di una terra un tempo fertile adesso completamente deserta, se non per qualche curiosa creatura qua e là, unito a un’attenzione magistrale al design, crea un prodotto avvincente in cui si sente ad ogni passo la cura che è stata messa dal team nella sua realizzazione.

E a proposito di chi ha realizzato il gioco… Il team ha inserito nei crediti i nomi dei propri animali domestici. Se questo non vi convince automaticamente ad aggiungere Jusant alla vostra lista dei desideri, non so cosa possa farlo.

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A mio parere, per quanto dal quarto capitolo in poi avrei voluto che i capitoli fossero molti di più, la lunghezza di Jusant è giusta. Il gioco di per sé, infatti, non richiede molto tempo per essere completato, e se vi interessano gli achievement, una volta terminato è possibile rigiocare i singoli capitoli (*chef’s kiss).

Il finale è poetico, commovente e lancia un messaggio di speranza che scalda il cuore. Se arrivate al terzo capitolo, come me, e iniziate a chiedervi se valga la pena finirlo, vi assicuro che è così.

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Ecco il trailer di GTA 6, condiviso in anticipo dalla Rockstar a causa di un leak

Ecco il trailer di GTA condiviso in anticipo dalla Rockstar a causa di un leak

Un leak ha pubblicato il trailer di GTA 6 qualche ora prima del rilascio previsto, così la Rockstar Games l’ha condiviso ufficialmente.

Il trailer ufficiale di GTA 6 è stato pubblicato dalla Rockstar Games pochi istanti dopo che un leak anonimo lo ha diffuso online in anticipo. Come forse saprete, il trailer non sarebbe dovuto uscire prima delle 15:00 del 5 dicembre, ma la fuga di notizie ha cambiato i piani del publisher.

La data di uscita non è precisa, ma almeno abbiamo la conferma che il gioco dovrebbe arrivare nel 2025. Come forse saprete, GTA 5 è uscito nel settembre del 2013, mentre Red Dead Redemption 2 è uscito nell’ottobre del 2018.

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In altre parole, sembra verosimile che la data di rilascio sia prevista per l’autunno del 2025, ma al momento si tratta solo di speculazioni basate su precedenti modelli di pubblicazione da parte della Rockstar Games.

Sebbene si parli di una finestra di lancio, non si fa menzione delle piattaforme. Il gioco è presumibilmente in fase di sviluppo per PS5, Xbox Series S e Xbox Series X. L’uscita per PC è una possibilità concreta, anche se di solito le versioni per PC della Rockstar Games vengono rilasciate più avanti.

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È meno probabile che il gioco arrivi su Nintendo Switch, PS4 o Xbox One nel 2025. Tuttavia, prima del 2025 dovrebbe uscire la vociferata console Nintendo Switch 2, quindi c’è la possibilità che anche chi è fan della console Nintendo possa godere di questo attesissimo titolo.

Per quanto riguarda i dettagli del gioco, al momento non ce ne sono, in quanto la Rockstar Games non non he ha forniti. Sappiamo che la canzone del trailer è “Long is a Long Road” di Tom Petty, e questo è tutto ciò che sappiamo oltre a ciò che appare nel trailer vero e proprio.

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Il filmato conferma le indiscrezioni e le fughe di notizie precedenti, vale a dire che il gioco è ambientato a Vice City, la versione fittizia di Miami della serie. Il trailer conferma inoltre che il gioco avrà due protagonisti, una donna e un uomo.

Cosa ne pensate del trailer? E del leak? Fatecelo sapere nei commenti!

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Marvel’s Spider-Man 2, Peter e Miles tornano ad oscillare su PS5 [Recensione]

[Recensione] Marvel's Spider Man

Dopo un brillante primo capitolo e un buon spin-off, Marvel’s Spider-Man sbarca su next gen con un sequel più denso ed epico, sarà riuscito a mostrare i muscoli di PS5?

Tra tutti i supereroi Spider Man rientra di sicuro tra quelli più amati e seguiti dai fan Marvel e non solo. Eppure non è mai stato molto fortunato per quanto riguarda le iterazioni videoludiche. Questo fino al 2018, anno in cui Insomniac Games presenta al pubblico il suo Marvel’s Spider-Man, in esclusiva PS4. Un titolo che fin da subito ha soddisfatto le aspettative dei fan più sfegatati dell’uomo ragno. Dopo aver dedicato uno spin-off al personaggio di Miles Morales, siamo giunti a quello che dovrebbe essere un vero e proprio sequel. Un’esperienza che promette di vestire i panni di entrambi gli Spider Man in un’avventura indimenticabile. Scopriamo insieme se il risultato è stato raggiunto.

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Come sarebbe dovuto essere Spider Man 3 di Raimi, ma con meno stile

La storia in Marvel’s Spider-Man 2 è probabilmente l’elemento di maggior pregio della produzione. Le dinamiche tra Peter, Miles, Mary Jane ed Harry Osborn sono credibili e si sviluppano nell’arco dell’avventura in modo coerente e appassionante. I villain, Kraven su tutti, sono ben caratterizzati. Ciascuno di essi ha il giusto spazio all’interno di una narrativa che, solo in apparenza, può sembrare un minestrone inconcludente. Non è così, l’effetto Spider Man 3 di Raimi è stato scongiurato da un buon team di sceneggiatori. Anche il simbionte è ben integrato all’interno della storia. Dall’inizio alla fine la trama rimane avvincente e coinvolgente. Solo nelle ultime ore di gioco il tutto pare annacquarsi un po’, ma nulla che rovina l’esperienza nel complesso.
Il vero grande problema che mina in parte gli ottimi risultati raggiunti in sede di scrittura è il character design di tutti i protagonisti. Esso è infatti anonimo e poco riuscito. Peter, per esempio, ha il volto di un quindicenne nonostante i 25 anni di età. L’estremo realismo su cui si è puntato per rappresentare personaggi iconici e ben scolpiti nell’immaginario collettivo, per quanto mi riguarda, non ha ripagato. Questo stile asciutto e privo di alcun tratto distintivo è riscontrabile in ogni elemento del gioco. New York è immensa, ben realizzata, ma è una metropoli come se ne sono viste a decine. L’effetto “wow” manca completamente. Nulla stupisce, complice anche un comparto grafico solo di poco superiore a quello dei precedenti capitoli. Certo, la distanza di render migliorata e i tempi di caricamento praticamente assenti sono degni di nota, ma non bastano a farmi considerare questa esperienza come “next gen”.

Recensione marvel spider man


Squadra che vince non si cambia, ma si potrebbe comunque migliorare

Parliamoci chiaro: le fondamenta ludiche su cui si poggia Marvel’s Spider-Man 2 sono vecchie, e anche un po’ traballanti. Lo scheletro di gioco non offre nulla che non si sia già visto nelle ultime tre/quattro generazioni videoludiche. Oscillare tra i palazzi è divertente, sì, ma lo era anche nel primo capitolo. Peter e Miles sono, su carta, diversi, ma i loro Skills Tree raramente sbloccano qualcosa in grado di portare una ventata d’aria fresca al gameplay. Il combattimento in stile freeflow funziona ancora, ma non è rifinito né perfezionato, difatti gli scontri possono diventare piuttosto sporchi e caotici raggiunto un certo punto del gioco. Le missioni principali e secondarie offrono una lodevole varietà di situazioni, ma se analizzate singolarmente sono piuttosto banali e poco originali. Le sezioni in cui si impersona Mary Jane sono nettamente migliorate rispetto a quelle del primo gioco, ma risultano comunque in una copia sbiadita del gameplay di The Last of Us. Le poche boss fight presenti offrono la giusta dose di epicità, ma oltre ad avere più fasi tutte troppo simili tra loro (una boss fight in particolare ha 4 fasi identiche) sono anche farcite di QTE che paiono presi direttamente dal primo God of War uscito su PS2. Insomma, è un’esperienza che si regge in piedi solo grazie ad un conservatorismo che preferirei non vedere all’interno del sequel di uno dei titoli di punta di casa Sony. 

Recensione marvel spider man


Tanto fluido quanto accessibile

In modalità prestazioni il gioco si mantiene fluido, i 60fps sono solidi anche nelle fasi più concitate. Da segnalare la presenza di qualche glitch e bug, nulla di imperdonabile, tuttavia delle volte mi son trovato costretto a ricaricare il salvataggio poiché bloccato. Molto apprezzabile invece la pletora di opzioni di accessibilità che permettono a qualsiasi tipologia di videogiocatore di godersi l’esperienza. Il livello di impegno richiesto per portare a termine la storia è tendente al basso, esclusi alcuni momenti caotici citati in precedenza non mi sono mai trovato in seria difficoltà. La difficoltà Ultimate, sbloccabile una volta finito il gioco, non offre un’esperienza tanto più impegnativa. Ottimo anche l’uso delle funzionalità del Dualsense. Completare la sola trama principale richiede meno di 20 ore. Mentre per quanto riguarda il completismo (tra i collezionabili i costumi sono sicuramente quelli più riusciti) la longevità si attesta intorno alle 40 ore.

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Potete trovare altre informazioni sul titolo raggiungendo il sito ufficiale di Insomniac Games.

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